martedì 21 gennaio 2020

Novità dagli amici di Lovanio: Giulia Olivieri in concerto

venerdì 7 febbraio
Hollands College
Pater Damiaanplein 9, 3000 Leuven
ore 19:30 - 21:00
Concerto della pianista
Giulia Olivieri
La talentuosa pianista Giulia Olivieri è nostra ospite per un concerto accattivante e incantevole. Suonerà i seguenti brani che introdurrà in italiano:
 

D. Scarlatti: Sonate K1, K380, K391, K431, K159
G. Puccini: Quando m’en vo - La Boheme, 

O mio babbino caro - Gianni Schicchi,
Nessun dorma - Turandot,
E lucean le stelle - Tosca
N. Rota: preludi nn. 2, 13, 9
Love theme of Romeo and Juliet,
The legend of the glass mountain


Giulia Olivieri è nata a Matera e si diploma, all'età di 18 anni, in Pianoforte Principale presso il Conservatorio “E. R. Duni” di Matera. Nel 2018 ha conseguito la laurea di secondo livello in pianoforte, presentando come tesi finale un lavoro su Johannes Brahms, dal titolo “Il sinfonista del pianoforte”. Dal 2017 è docente presso il Liceo Musicale-Coreutico di Montalbano Jonico. 

Biglietti: soci 10€ – non soci 14€. 
Prenotazione obbligatoria tramite info@danteleuven.be. Per l'evento FB cliccare qui.

Interclassics Brussels: il consiglio di un socio esperto


Ai cari soci interessati a questa parte della cultura italiana.

Prima di andare alla mostra "Interclassics Brussels 2019", vi voglio delineare l’importanza delle aziende di design automobilistico italiano, del passato ma anche del presente. Ho fatto un po’ di ricerche e quello che mi ha subito colpito è stato il numero di aziende attive nel settore. Oltre a quelle delle marche come Centro Stile Fiat o Carrozzeria Alfa Romeo e oltre ai più famosi come Pininfarina, Zagato, Bertone ecc., ho trovato senza fatica una ventina di nomi. Ne dovrebbero esistere, secondo me, il doppio.
Per dare un’idea: all’Alfa Romeo, negli anni 50-60, della Giulietta, non conoscevano il numero delle diverse carrozzerie prodotte. L’opera d’arte non era neanche limitata sul territorio Italiano, ma possiamo dire che queste aziende hanno disegnato per quasi tutte le aziende automobilistiche del mondo. Come per esempio Peugeot, Aston Martin, Chevrolet e tanti altri.






Vi do adesso un listino con le aziende che ho trovato e qualche marca e modello.
Scaglietti: Ferrari Dino…
Vignale: Ferrari 166, Lancia Flavia 1800 Cabrio, Triumph TR3 Italia…
Bertone: Alfa Romeo GT Junior, Siata 300BC…
Castagna Milano: Alfa Romeo Aerodinamica e 6C…
Allemano: Fiat Abarth 2300 Allemano, Chrysler Ghia ST…
Colli Torino: Fiat 100 sport e Barchetta…
Diatto Moretti: Fiat 500, 850, 1500, 124, 2300…
Francis Lombardi: Fiat 500, 128, Grand Prix…
Pininfarina: Lancia Aurelia B20GT, B24C, Fiat 1500 coupé e cabriolet, Chevrolet Corvette Rondi, Cisitalia 202…
Fioravanti: Alfa romeo 33, Lexus IS, Fiat Grande Punto…
Nardi: Fiat 750 Nardi Sport…
Michelotti: Siat 1500 TS Coupé, Fiat 1500 Scioneri Sportiva…
Accossato: Fiat 1400
Rocco Motto: 1953 Cadillac…
Touring: Alfa Romeo 1900SS, Lancia Flaminia Super Sport, Maserati 3500GT…
Zagato: Fiat 8V, 1100, Lancia Flavia 1800 Sport Panoramica. Abarth 750 Zagato Coupé
Ghia: Cistalia 505 Ghia…
Frau: Maserati Mistral Frau, Fiat 1100 Frau Spider.
Carrozzeria Alfa Romeo: Alfa Romeo Freccia D’oro…
Giugiaro: Alfa Romeo Alfasud Sprint, Fiat Grande Punto, Alfa Romeo 159…
Centro Stile Fiat: Nuova Fiat 500 e L, Fiat 120, Autobianchi A112…




Per terminare, il tema “ Great Italian Designers” è stato ben presentato. Per scattare qualche foto, le macchine non erano sempre ben raggiungibili e ogni tanto dovevo spiegare che stavo scrivendo un articolo per La Dante, prima di poter entrare nello stand.
Per questo devo ringraziare il mio gentile compagno di classe negli anni ‘70 Noël De Block di Classic Car Service a Wijnegem. Lui e la sua squadra d’artisti fanno un lavoro impressionante. Da lui vedete qualche foto di una Ferrari 166 (Touring) e Dino 246GT (Scaglietti). La sua Ferrari 166 ha vinto su la mostra il premio per la più bella macchina degli anni ‘40-‘50.

Adesso smetto, perché posso immaginare che per i non appassionati potrebbe diventare un po’ noioso. Perciò andiamo subito a vedere le foto!!!

Geert Gulickx



Il mio ritorno ad Anversa: una nuova familiarità all’insegna dell’incontro tra comunità.



Porsi delle domande è necessario: cosa fare da grandi, quali scelte prendere e quali strade percorrere, o quali progetti portare avanti. Alla fine, tutto questo pensare mi ha portato ad esplorare nuovi luoghi, che non fossero più solamente confinati tra le righe dei pensieri, ma che concretamente abbracciassero culture, tradizioni, lingue e modi di vivere, di fare, di pensare diversi. Il “convivio delle differenze” permette, infatti, di trarre spunto da esso per elaborare nuove idee e creare nuovi ponti.

Ricordo bene la mia prima esperienza Erasmus+ad Anversa, nel gennaio del 2018. Ammetto di aver provato un po’ di tensione all’inizio, prima di partire, in seguito ai numerosi pensieri che mi passarono per la mente. In seguito, arrivato in stazione, che già mi parve maestosa per la sua architettura, conobbi Emiliano il quale, oltre a darmi una mano con le valigie, seppe subito sciogliere quella tensione. Conobbi presto anche Rossella e Sara, e in seguito Melania, con cui ho condiviso parte di un percorso di crescita personale, all’interno del progetto Erasmus+.

Tante furono le attività svolte e numerosi i soci che ebbi modo di incontrare, sempre desiderosi di porre domande, dai quali ho davvero imparato molto sul Belgio e sulla vita, che come sempre ci espone al cambiamento.
Anversa mi è parsa sin da subito una città fortemente multietnica e multiculturale. Ho scoperto con piacere una nuova cucina e delle birre eccellenti, che da buona forchetta ho apprezzato pienamente, e un’architettura e un clima che, combinati tra loro, si fondono in un’atmosfera e un fascino tipico dei paesi del Nord, di cui sono fortemente attratto.

Anversa non è soltanto questo, ma anche la città che ha ospitato grandi pittori, tra i quali Pieter Paul Rubens, di cui ho potuto ammirare alcune opere esposte e riscoprire, al meglio, l’arte fiamminga. Non solo. Il Belgio rappresenta per me un grande centro della cultura europea, dalla quale, sono fermamente convinto, possa nascere una forte identità transnazionale.

Altro aspetto che mi ha profondamente colpito è l’attenzione posta, tuttora, nei confronti dell’arte così come della fotografia, una mia grande passione insieme alla musica. Ho avuto modo di conoscere, ad esempio, la musica di Roland Van Campenhout e ho potuto ammirare il Museum aan de Stroom (MAS). I tre mesi trascorsi in Belgio e le attività svolte alla “Dante”, mi hanno permesso di conoscere diverse persone che mi hanno dato fiducia e che mi hanno fatto sentire benvenuto e accolto. Inoltre, ho potuto condividere non solo la mia italianità, ma anche esperienze, valori, idee e riflessioni su numerosi temi. Non sono mai mancati momenti di confronto, di crescita e di dialogo costruttivo e ho davvero imparato tanto, nonostante il tempo trascorso in Belgio sia stato davvero esiguo.

Quest’anno il tempo dei ricordi volge al termine: dopo aver terminato il mio percorso di studi all’Università di Bologna, ho avuto la possibilità di rimettermi in gioco in un contesto come quello della Dante di Anversa, in cui insegnare e apprendere si incontrano dialetticamente con il donare le proprie competenze ed esperienze, sviluppandone di nuove, attraverso le attività didattiche proposte e gli eventi organizzati. 

Tornare ad Anversa per me è stato come immergermi nuovamente in un mare dall’aria familiare, certamente ancora da esplorare, ricordando a me stesso l’importanza della condivisione, tra popoli, comunità e culture che si incontrano all’insegna dell’interscambio e della curiosità di conoscere ciò che per loro è novità e varietà.

Ringrazio tutto coloro che mi hanno permesso di condividere e raccontare un frammento della mia terra, la Puglia, e di portare un pezzetto d’Italia con me, all’insegna dello scambio interculturale proposto dal programma Erasmus+. Anche quest’anno sarò lieto di condividere qualche tratto della lingua e della cultura italiana, nelle sue forme tradizionali così come quelle contemporanee.

Quest’anno avrò la possibilità di rimanere per più tempo qui ad Anversa e mi piacerebbe imparare qualcosa in più sul nederlandese.
Ringrazio il Presidente Emiliano e gli/le stagisti/e che ho conosciuto, per la stima ricevuta e ricambiata, per l’entusiasmo nello svolgere le attività, che anche quest’anno non mancheranno di accrescere il dialogo tra le varie culture.
Ringrazio i Soci e tutte le persone che con gioia ed energia hanno sempre manifestato interesse nelle attività programmate, durante il mio periodo di permanenza in Belgio e che anche quest’anno si prospetta ricco di novità.

Erminio Tota



Pensiero e azione in Sostiene Pereira. Quando l’agire diventa la risultante di un processo semantico che ricerca la propria identità nella libertà.


Pensiero e azione in Sostiene Pereira. Quando l’agire diventa la risultante di un processo semantico che ricerca la propria identità nella libertà.


“I più grandi trionfi della propaganda sono stati ottenuti
non con l'azione ma con l'astensione dall'azione.
La verità è grande, ma ancor più grande,
da un punto di vista pratico, è il silenzio sulla verità.” 


Aldous Leonard Huxley
(Mondo Nuovo, 1932).
                                                                                                                       

Agire secondo ragione o dare ascolto alle ragioni del cuore spesso sono stati due interrogativi molto discussi. In effetti, già un pensatore come Blaise Pascal affermò, in una frase celebre, che: «Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce».
Molto spesso capita di sentirsi a proprio agio nella trattazione di un argomento, o semplicemente ci si sente di parlare liberamente di svariati argomenti con le persone che ci sono a fianco nella vita quotidiana. Eppure, succede spesso che si provi una forma di auto-censura nei confronti di alcune persone o alcune situazioni, nonostante il contesto sociale non crei situazioni di censura esteriore.
Talvolta può accadere che la pressione esercitata dalle idee degli altri possa mettere a rischio la volontà di esprimere le proprie idee con sincerità. A volte può esserci solo una barriera legata alla timidezza a impedire di “esprimersi con il cuore”, come quando si dichiara il proprio amore per qualcuno, o anche quando si decide di affrontare un conflitto relazionale parlando “a cuore aperto”.
Il 10 dicembre del 1948 fu adottata la Dichiarazione universale dei diritti umani dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Nell’articolo 18 della Dichiarazione si legge che: «Ogni individuo ha diritto a manifestare la propria libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti».
Esattamente dieci anni prima, all’indomani della Seconda Guerra mondiale, la libertà di pensiero e di espressione era ancora negata a causa dei totalitarismi. 
Infatti, è proprio in questo contesto che si collocano le vicende narrate nel romanzo di Antonio Tabucchi: “Sostiene Pereira”. Il romanzo, ambientato nella Lisbona del 1938, narra le vicende del dottor Pereira (nella versione cinematografica interpretato da Marcello Mastroianni), direttore della rubrica cultura del “Lisboa”, e del suo futuro collaboratore, Francesco Monterio Rossi, giovane incaricato dal dottor Pereira di scrivere necrologi anticipati sui personaggi letterari dell’epoca, tra cui Gabriele D’annunzio.



Sabato 11 gennaio 2020, presso la Filmhuis Klappei di Anversa, è stata proiettata la versione cinematografica intitolata Sostiene Pereira, preceduta da un’interessante introduzione di Gabriele Russo, studente Erasmus presso Universiteit Antwerpen, proveniente dalla Federico II di Napoli e sceneggiatore di graphic novel, il quale ha illustrato numerosi aspetti dell’opera letteraria in relazione all’adattamento cinematografico.
Il film, diretto dal regista Roberto Faenza, mostra la città di Lisbona sotto l’influenza del regime dittatoriale salazarista e, nel frattempo, evoca anche alcuni tratti della dittatura franchista.
Infatti, già dalle prime scene è possibile osservare la forte presenza dei militari che passano per le vie della città, pronti a incarcerare e perseguitare sia comunisti sia tutti coloro che avessero espresso un pensiero opposto a quella che era l’ideologia dominante dell’Estado Novo.
Il dottor Pereira, protagonista del film, è un personaggio ambiguo e multi-sfaccettato. Le sue azioni presentano diverse chiavi di lettura. Da una parte egli è cardiopatico, obeso, molto abitudinario (beve continuamente limonate e mangia solo omelette) ed è ossessionato dall’idea della morte, al punto che parla di continuo con la fotografia di sua moglie, recentemente scomparsa; dall’altra, il dottor Pereira è un uomo colto, intelligente, rispettabile, e instancabile lavoratore.

Tuttavia, nel corso degli eventi narrati, egli si trova a vivere un conflitto interiore tale da lacerarlo, tra l’essere e il non essere, diviso tra le ragioni del cuore e il dovere di prestare attenzione, mantenendo gli occhi aperti.
Il dottor Pereira, dopo aver letto un articolo ed esserne rimasto profondamente colpito, decide di offrire all’autore, il giovane Francesco Monteiro Rossi, un lavoro come redattore di necrologi anticipati. Sebbene, in un primo momento, il ragazzo lo abbia avvertito di provare interesse per la vita piuttosto che per la morte, alla fine accetta l’incarico.



Il giovane scrittore, preso dalle ragioni del cuore (come dice egli stesso nel film), mostra liberamente il proprio disprezzo verso la posizione assunta da Gabriele D’Annunzio nei confronti dell’imminente conflitto. Mostrando, al dottor Pereira, una bozza del necrologio molto dura nei confronti dell’Autore, lo stesso suggerirà al giovane redattore di “mantenere un equilibrio tra le ragioni del cuore, avendo sempre gli occhi ben aperti”.
Dalla trasposizione cinematografica emerge chiaramente che il giovane abbia intuito il pericolo che il Portogallo e l’Europa stessero correndo, così come delle possibili ripercussioni nella vita dei propri cari.
Da parte sua il dottor Pereira, stando a contatto con il giovane (per il quale prova pena) avverte che quell’incontro abbia fatto affiorare un lato nascosto del proprio carattere. Non solo. Sembra che abbia acquisito una nuova forza interiore, soprattutto dopo aver accolto, tacitamente, alcune idee del giovane Francesco Rossi, influenzato a sua volta dalla sua fidanzata Marta.
Tuttavia, per paura di ritorsioni da parte del regime, il dottor Pereira non riesce a dare espressione alle proprie idee.

Il ritmo del film, col suo dinamismo, alterna momenti comici (spesso incentrati sulle bizzarre abitudini del dottor Pereira), a momenti di conflitto tra i personaggi e il mondo narrato.
 La narrazione si allontana da una drammaturgia violenta, che si può riscontrare, ad esempio, in film come Salvate il soldato Ryan di S. Spielberg. Allo stesso tempo, la cinepresa rivolge il suo sguardo verso una violenza specificatamente psicologica, derivante da un’ansia sociale crescente in quel periodo storico e causata anche dalla “mitizzazione” dei regimi totalitari.

Secondo Roland Barthes, il mito è ciò che la società borghese fa passare per naturale nonostante sia essenzialmente culturale e storico. In altre parole, un segno che diventa il significante di un altro significato, ne genera un secondo livello semantico, detto anche livello di significazione.
La parola mitica che, secondo l’autore, è composta dal segno svuotato del suo significato originale, e assume una forma di significato connotativo, dunque soggettivo, è tipica dell’ideologia. Poiché, secondo R. Barthes, la società è un “sistema semiologico secondo”, essa produce anche significati altri, veicolati dal pensiero, dall’ideologia o dalla cultura di quel dato sistema societario. In altre parole, ciò che un segno dovrebbe significare assume un altro significato. In questo modo, la libertà di espressione può essere letta come un atto di ribellione (se vista secondo la connotazione data dai regimi totalitari).

Seguendo le vicende del dottor Pereira e di Francesco Rossi, si incontrano altri personaggi, i quali fungono quasi “da staffette” in un percorso ad ostacoli, che vede il protagonista volto ad assecondare non un atto di ribellione (come invece sarebbe designata la parola/segno svuotata di senso dalla miticizzazione dell’ideologia), bensì un atto di libertà. Si tratta della libertà di espressione, che diviene la risultante di un processo percorso dal dottor Pereira, nel momento in cui decide di agire, pubblicando sulla prima pagina del “Lisboa” quanto accaduto al giovane Francesco Rossi, massacrato per aver manifestato le proprie idee.

Sostiene Pereira rimane dunque un film attuale, che fa riflettere e allo stesso tempo è capace di divertire, raccontando con leggerezza una pagina buia della nostra storia. Si può dunque affermare che anche i sentimenti più fragili e le motivazioni più difficili da sostenere, come quelle che dettano le azioni del dottor Pereira, non solo si scontrano con le ragioni del cuore, ma permettono di costruire la nostra storia e di comprendere, secondo ragione, come anche l’agire contemporaneo possa influenzare il futuro delle prossime generazioni.

Erminio Tota




Aida, Concerto Di Capodanno Orchestra Sinfonica di Bruxelles diretta da Giacomo di Tollo

domenica 26 gennaio
Koninklijk Conservatorium
Biezekapelstraat 9, 9000 Gent
ore 15:00 - 17:00
Aida, Concerto Di Capodanno
Orchestra Sinfonica di Bruxelles
diretta da Giacomo di Tollo
Non perdetevi questo fantastico concerto dell'Orchestra Sinfonica di Bruxelles, diretta da Giacomo di Tollo. Giacomo è un pianista abruzzese, titolare di un diploma in pianoforte presso il Conservatorio di Pescara e con una successiva formazione europea. E’ inoltre ricercatore presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Oltre al pianoforte Giacomo coltiva interesse per la direzione d’orchestra, l’organo e la composizione. Per maggiori informazioni cliccare qui

I soci della Dante di Leuven e di Anversa potranno procurarsi i biglietti con uno sconto del 20%. I prezzi dei biglietti Dante sono: 40€-32€-21€-19€.

La prenotazione è obbligatoria mandando un'email a info@danteleuven.be.