venerdì 5 luglio 2019

20 settembre 2019: una data da annotare nella vostra agenda, seminario sugli scambi artistici e commerciali tra Anversa e Genova

È con orgoglio e immenso piacere che vi annunciamo una nuova esclusiva attività che ci vede coinvolti, un seminario presso il Rubenianum di Anversa sui rapporti artistici e commerciali tra Anversa e il capoluogo ligure nel periodo Barocco, quando sia Genova che Anversa erano le punte di diamante di un impero sul quale il sole non tramontava mai.

Ospiti dall'Italia, dal Regno Unito, dal Belgio, dalla Germania e dai Paesi Bassi, per fare il punto sulla ricerca dedicata a un periodo che tanti capolavori ci ha lasciato in eredità.

Ecco il link alla pagina dedicata al seminario sul sito del Rubenianum, dove troverete tutte le informazioni per iscrivervi e seguire questa giornata all'insegna del Bello, e che si chiuderà con un'esibizione dei maestri Karel Schoofs e Graziano Moretto, cari amici e sostenitori della Dante di Anversa: programma seminario Relazioni artistiche tra Genova e Anversa

Il seminario viene organizzato dal Rubenianum, in collaborazione con La Dante di Anversa, ed è realizzato grazie al generoso  sostegno dell'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles.



Rubens, Marchesa Brigida Spinola Doria, 1606, National Gallery of Art, Washington, DC











Segnalazioni: Tracce migranti

Presso l'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles sarà possibile visitare fino al 16 luglio una mostra fotografica a cura di Maurizio Masotti, Tracce Migranti - Nuovi paesaggi umani, mostra che espone una parte delle foto realizzate nell'ambito del progetto omonimo (che comprende anche un volume a stampa) da Luca Gambi e Luciano Nadalini, con testi di Carla Babini, Francesco Bernabini, Marina Mannucci e Paolo Montanari.

Citiamo dal sito dell'IIC di Bruxelles:
Il volume ripercorre la storia dei movimenti migratori a partire dal 1998 nella provincia di Ravenna, e documenta i passaggi di migliaia di persone nella zona di Ventimiglia verso la Francia e gli accampamenti dei lavoratori stranieri in Calabria, teatri recenti di lutti e schiavitù. Il libro, si legge, "è il tentativo di analizzare i profondi mutamenti avvenuti negli anni nella società, partendo dalla analisi della nostra regione, con particolare riferimento al mondo del lavoro e della scuola, con nuove generazioni che aspettano di essere inserite appieno nel tessuto sociale del nostro Paese".
Ricordiamo che la mostra è gratuita previa prenotazione della visita tramite il sito ufficiale dell'IIC: Tracce migranti




Segnalazioni: La celestina

Vi segnaliamo, come sempre, qualcosa che di certo non potrete perdere: al museo De Reede è in corso una mostra sul periodo 'blu' di Picasso, La celestina, life between the lines, nel museo anversese fino al 4 novembre 2019.

Si tratta di una serie di incisioni realizzate nel 1968 e arrangiate come un unicum da Picasso stesso nel 1971.

Ecco il link alla pagina dedicata alla mostra sul sito ufficiale del De Reede: La celestina


domenica 23 giugno 2019

SONO SOLO CANZONETTE: CONFERENZA DI ANDREA DE LUCA SULL’ITALIANO CANTATO


Lo scorso 13 giugno, a suggellare la fine delle attività, e l’inizio della pausa estiva, si è svolto l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri sulla cultura italiana, che con piacere organizziamo ogni anno in collaborazione con l’Università di Anversa.
Quest’anno la giornata conclusiva ha visto la presenza del dottor Andrea De Luca, socio e amico della Dante, oltre che interessante saggista, con un libro in prossima uscita presso l’editore Marsilio (La scienza, la morte, gli spiriti - Le origini del romanzo noir nell'Italia fra Otto e Novecento).




Per l’occasione, il dottor De Luca ha però accantonato i suoi studi specialistici sul romanzo, per coinvolgerci in un’indagine linguistica dai toni decisamente più leggeri. Infatti, riproponendo alcuni dei brani più celebri del panorama musicale italiano, dagli anni ’50 ad oggi, ci ha fatto vedere, e ascoltare, cosa succede quando la lingua italiana incontra la frase musicale.



De Luca è partito da Eduardo Bennato, che negli anni ’80 cantava sornione Sono solo canzonette, per porci davanti a un interrogativo: la lingua italiana, quella del “blu dipinto di blu”, da sempre apprezzata nel mondo per la sua cantabilità, si presta davvero così facilmente alla composizione di brani musicali?
Sembrerebbe di no. Vediamo perché…
Come diceva Mogol: “Spesso una frase musicale termina con l’accento sull’ultima nota, e il paroliere italiano è costretto ad impiegare un monosillabo o una parola tronca. Né dell’uno né dell’altra, la lingua italiana è molto fornita, soprattutto rispetto alla ricchezza del vocabolario francese ed inglese”.



Il fatto che l’italiano sia una lingua ricca di parole sdrucciole (il cui accento tonico ricade sulla terzultima sillaba, ad esempio: tàvolo) e assai povera di tronche (ad esempio: felicità), rappresenta dunque un limite per la stesura dei testi, a cui si aggiunge un’altra essenziale caratteristica: l’italiano si legge esattamente come si scrive.
Ciò ha portato i nostri parolieri a far ricorso ad alcuni escamotage per ovviare al problema in maniera creativa. Primo fra tutti, il largo impiego di verbi al futuro semplice: “Che sarà, che sarà, che sarà…. che sarà della mia vita, chi lo sa?!”, cantavano i Ricchi e Poveri. Oppure, come non citare il “Con te, partirò...” dell’immenso Andrea Bocelli?
Ma anche l’uso dei monosillabi, di cui Vasco Rossi è diventato un maestro, e anche la principale fonte d’ispirazione per le parodie, o la rottura del periodo sintattico (enjambement), espediente abusato dal rivoluzionario Adriano Celentano negli anni ’60 e utilizzato in maniera originalissima da Tiziano Ferro, come nella canzone Xdono. Fino ad arrivare agli esempi più fantasiosi, che coinvolgono l’impiego di parole sdrucciole, ma con effetto di rima ritmica, da Franco Battiato (Cerco un centro di gravità permanente) a Umberto Tozzi (Gloria).



Le “rime a tutti i costi” di Renzo Arbore che con Ma la notte, no fa il verso proprio i parolieri italiani, che si arrabattano per combinare le rime più estrose da far tornare con la musica, spesso trascurando il senso delle parole: “al mattino è un po’ grigio se non c’è il dentifricio, tu ti guardi allo specchio e ti sputi in un ecchio….”
E poi esempi di anafore e catafore, inversioni sintattiche e troncamenti, supportati dai ritmi allegri e spensierati di Albano e Romina, dagli acuti degli indissolubili Pooh, dalle dolci melodie del principe De Gregori fino all’italianissimo Toto Cutugno. Per passare infine agli incastri tra dialettismi e forestierismi, diventati il simbolo della duttilità linguistica degli italiani, che, come si sa, se da un lato ci hanno messo del tempo per riuscire a padroneggiare la propria lingua, dall’altro si sono sempre dimostrati aperti nell’assorbire dalle culture con cui entravano in contatto, ovviamente in un modo del tutto originale: “Tu vuo’ fa’ ll’americano… ma si nato in Italy’… tu abball’ o’ rocchenrolll, tu giochi a baisiboll, ma e sold p’ e’ Camel chi te li dà? La borsetta di mammà!” (Renato Carosone)



Una conferenza istruttiva, ma anche divertente, in cui non si è potuto far a meno di battere il tempo con i piedi o, per i più temerari, di intonare qualche ritornello. Se non altro per omaggiare la bella Marina di Rocco Granata, che non lo deve rovinare… “oh no, no, no, no, no….”



La Dante augura a tutti voi di trascorrere una felice estate, magari ascoltando un po’ di musica italiana e, perché no, stavolta facendo anche un po’ più di attenzione ai testi… chissà quale altro escamotage potreste scoprire! 

Al prossimo anno,
Rossella Pensiero


mercoledì 19 giugno 2019

Segnalazione: mostra del duo Cinema Jolia

Segnaliamo ai soci la mostra su architettura e protesta del duo di architette Giulia e Jolien presso il centro Pompidou: https://kanal.brussels/en