martedì 26 maggio 2020

Concerto online con Les Préludes il 30 maggio

Finalmente ... LIVE!
Sabato 30 maggio alle 18 avrà luogo il nostro primo concerto online, grazie ai nostri soci Reinout De Smet e Olivier Lucas: musica da Scarlatti a Einaudi, poesia da Petrarca a Campana. Da non perdere e da seguire sulla nostra pagina Facebook!



lunedì 18 maggio 2020

Sostiene Pereira: confronto tra il capitolo finale del romanzo e del romanzo grafico, di Peter Theunynck


Mi è piaciuto leggere sia il romanzo grafico di Pierre Henry Gomont/Tabucchi che il romanzo di Tabucchi. Per curiosità ho affiancato l'ultimo capitolo in entrambi i libri. Nel romanzo grafico l’ultimo capitolo ha dieci pagine. Nel romanzo l’ultimo capitolo ha 6,5 pagine. Ovviamente c'è molto meno testo in quelle dieci pagine del romanzo grafico rispetto a quelle 6,5 pagine del romanzo. Questo è logico, perché in un romanzo grafico la storia è raccontata attraverso le immagini. E a volte un’immagine dice più di mille parole.

Ci sono anche differenze che non hanno a che fare con il genere, ma con una scelta consapevole dell'autore. Darò alcuni esempi. All’inizio del capitolo nel romanzo grafico Pereira comincia a scrivere il suo necrologio di Monteiro Rossi. Noi, i lettori, non vediamo cosa abbia scritto Pereira. Dopo, alla prima luce del mattino, va nel suo fidato bar, dove è servito dal suo cameriere preferito, Manuel. Là, Pereira chiama il dottor Cardoso. La scena della telefonata è molto breve.

All’inizio dell’ultimo capitolo del romanzo, Pereira esce e va in un bar davanti alla cattedrale. In quel posto chiama il dottor Cardoso. Nel romanzo possiamo seguire in dettaglio la conversazione telefonica. Dopo la telefonata Pereira torna a casa, copre Monteiro Rossi con un lenzuolo e scrive il necrologio di Monteiro Rossi. Possiamo leggere, parola dopo parola, cosa scrive. Alle prime luci dell'alba si addormenta sul divano.


Nel romanzo grafico subito dopo la scena della telefonata Pereira va da Pedro, il prete. È ancora mattina presto. Nel romanzo, d’altra parte, Pereira va da Pedro verso mezzogiorno. Nel romanzo il timing è molto importante perché Pedro vuole chiamare il direttore del “Lisboa” per sapere se può stampare l’articolo su Monteiro Rossi. Il direttore sta pranzando e dopo il suo pranzo, alle tre, il giornale dovrebbe già essere stampato. Quindi Pereira suggerisce di chiamare il Maggiore Lourenço della censura, un amico, che ha già dato per via orale il permesso di pubblicare. Nel romanzo grafico il timing è meno importante, perché Pedro non parla di chiamare il direttore del “Lisboa”, ma subito dice che serve il visto della censura. Pereira risponde che conosce il direttore della censura e che possono chiamarlo.




Anche la fine della storia è differente. Nel romanzo Pereira va a casa, entra in casa con cautela, dà uno sguardo al lenzuolo che copre Monteiro Rossi, fa la sua valigia, prende il passaporto di François Baudin e esce di casa. Si affretta perché il “Lisboa” sarebbe uscito di lì a breve.




Nel romanzo grafico non si parla della cautela di Pereira. Va a casa, mette il corpo di Monteiro Rossi sul letto, fa la sua valigia, prende il passaporto di François Baudin e si affretta alla stazione. Esattamente quando Pereira arriva alla stazione, il “Lisboa” arriva nelle edicole e la gente comincia a leggere l’articolo intitolato ‘Assassinato un giornalista’. Solo in quel momento anche i lettori del romanzo grafico scoprono il contenuto dell’articolo. Pereira si siede nello scompartimento e il treno attraversa un paesaggio collinare. Le immagini del treno sono intervallate da immagini di sempre più persone che leggono l'articolo.

Mastroianni e Tabucchi 


Mi è piaciuta la scelta del Francese Pierre-Henry Gomont. Noi, lettori del romanzo grafico, scopriamo la storia dell'omicidio di Monteiro Rossi contemporaneamente ai lettori del giornale. Questa scelta funziona molto bene.


Peter Theunynck

sabato 2 maggio 2020

Una casa, un museo, una storia: Den Gulden Rinck


Qui ci troviamo davanti alla casa “Den Gulden Rinck” ossia “L’Anello d’Oro”. Alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, la cantina era una sala da feste per i giovani. Ma prima, molto prima era stata la casa di Nicolaas Rockox.

Nicolaas Rockox ricoprì varie funzioni importanti politiche, economiche e sociali ad Anversa nella prima metà del Seicento, il Secolo d’Oro di Anversa, appunto, quando Anversa era al top della sua importanza economica ed artistica.
Nacque nel 1580 e crebbe nella Keizerstraat. Si sposò con una sua vicina, Adriana Perez, la figlia di un negoziante spagnolo ebreo convertito al cattolicesimo. La giovane coppia visse qualche anno dai genitori di Adriana e nel 1603, quando Nicolaas era sindaco, comprò questa splendida casa. L’adattarono allo stile del Rinascimento fiammingo e vi aggiunsero uno delizioso giardino cittadino, così la casa ha preso il suo aspetto odierno.


Nicolaas Rockox era un uomo universale. Amava e collezionava quadri di pittori contemporanei, ad esempio, del suo vicino Frans Snijders, di Anthony Van Dyck che fece vari ritratti di Rockox (oggi dispersi in vari musei), di Peter Paul Rubens – gli commissionò il “Trittico della Deposizione dalla Croce” che si trova oggi ancora nella nostra cattedrale – della famiglia Bruegel, eccetera. Possedeva circa ottanta quadri.
Siccome Rubens collezionava anche monete antiche greche e romane, catalogava ciascuna moneta della sua ricca collezione che si stendeva dal quinto secolo avanti al secondo secolo dopo Cristo.

Il giardino attuale è infatti un’evocazione di quello che si sarebbe potuto godere Rockox. Alla morte di Nicolaas, il notaio non pareva trovare importante questo giardino. Non lo ha menzionato neanche nei documenti ma visitando la casa, scoprì nella cantina vari aranci ed allori che lì stavano sopravvivendo all‘inverno. Nel Seicento agrumi ed allori erano costosissimi. La botanica interessava Rockox e ne possedeva otto libri, tra cui il famosissimo Cruydeboeck di Dodoens. Corrispondeva anche intensamente di botanica con Nicolas Peiresc, un umanista francese.
Dopo la morte di Rockox, suo nipote Adriaan Van Heetvelt ereditò la casa, poi venduta a vantaggio dei poveri. In seguito la casa conobbe vari proprietari, come nel 1945, quando diventò proprietà dell’Artiestenfonds, che ci mostrava opere negli stili ‘neo’.Nel 1970 la Kredietbank la comprò, facendone un museo aperto al pubblico nel 1977. La casa vicina di Frans Snijders vi è stata integrata nel 2018, per costituire il museo odierno che mostra quadri, mobili, monete e il giardino di Nicolaas Rockox.


Bruno Solignac

martedì 21 aprile 2020

Ricordando i nostri "luoghi" - Il cineclub e il Club di lettura alla Klappei

Il 7 marzo 2020 ha avuto luogo il nostro doppio appuntamento con Club di lettura e Cineclub (MadeinItaly@Klappei), dedicato al Gattopardo, romanzo e libro. A condurre la discussione con i soci e ad introdurre le due opere, è stato il prof. dr. Rosario Gennaro dell'Università di Anversa, nostro illustre socio (nonché siciliano doc ;-). L'incontro si è tenuto presso Filmhuis Klappei e il video che documenta l'introduzione alla discussione è opera del nostro Erminio Tota.



Sabato 7 marzo la ricorderemo come una bellissima giornata, e non per la degustazione di prodotti tipici associata, ma soprattutto per la bella atmosfera alla Klappei.
Questi momenti ci mancano tantissimo, torneremo a rivederci di persona fra qualche mese, quando tutto questo, si spera, sarà passato. Nel frattempo, conserviamo gelosamente il ricordo di questi pomeriggi all'insegna dello scambio e della condivisione.







Foto e video di Erminio Tota



giovedì 9 aprile 2020

Strade e connessioni: Wolstraat, dove c'è il nostro Groene Waterman, ma anche la strada che ospita una particolare realtà anversese, ERCOLA


Alla fine degli anni Sessanta, in un ambiente di contestazione, avanguardia e cultura underground, parecchi artisti anversesi fondarono un collettivo, E.R.C.O.L.A.: Experimental Research Center of Liberal Arts. Fotografi, pittori, disegnatori, stilisti, scrittori, attori, suonatori si riunirono per denunciare l’establishement realizzando happenings, occupando il Museo delle Belle Arti e rivendicando la zona pedonale della Conscienceplein. Il loro scopo era combinare diverse arti accentuando l’importanza della luce, del colore, del suono, del tempo e dello spazio.


Avendo una simpatia particolare per i fumetti e i manifesti crearono una rivista “Spruit” sponsorizzata da un rivenditore di diamanti anversese. Purtroppo, la pubblicazione cessò dopo sei copie.A maggio 1972 gli artisti affittarono un palazzo nella “Wolstraat”. Gli edifici, risalenti al ‘700 e costruiti attorno a due cortili, appartenevano a Louis Jean Somers uno straricco commerciante anversese che li lasciò in eredità alla città d’Anversa, a patto che ne facesse un istituto di beneficenza alla fine dell'Ottocento.

                        
75 anni dopo, l’alloggio dei poveri sarebbe diventato l’alloggio di artisti come Nicole Van Goethem, Ann Salens, Ferre Grignard, Wannes Van De Velde e tanti altri. Tra loro anche Luc Deleu che voleva decorare   la Cogels-Osylei con bandierine e George ’Toet’ Smits, un artista molto versatile, ma purtroppo poco conosciuto.Negli anni ‘80 Bob Verhelst, che ha appena organizzato una mostra per Wouters& Hendrix, raggiunse il collettivo.


Artisti di grande talento abitavano e lavoravano in una casa di grande valore storico, organizzando happenings, mostre, concerti e feste nel palazzo e nel cortile sotto lo sguardo vigilante di Monique Nagielkopf, l’anima amministrativa e organizzativa del gruppo.

Oggi ci sono ancora alcuni artisti ed Ercola è soprattutto un atelier scenografico.
Jean-claude Block, Wally Van Looy e Frank Daniels hanno creato le scenografie di qualche film: De witte van Zichem, Hector, Zaman, Skin. Lavorano anche per il teatro Tutti Fratelli di Reinhilde Decleir e per la TV: Bompa, Drie mannen onder een dak, Familie. Non si limitano al teatro e al cinema ma abbelliscono anche la città e i suoi ristoranti, negozi e vicoli, con pennello e colore. 
Per creare un’opera d’arte ci vuole lo spazio di un palazzo, per sentirsi al sicuro ci vuole l’atmosfera simpatica di un soggiorno dove all’una si puo’ mangiare la zuppa e bere un caffè, alle otto bere una birra e a mezzanotte una wodka. Il posto ideale per farlo è il bar, De Kat. Basta attraversare la Wolstraat per godersi questi momenti gradevoli con amici.


Nel 2018 si è festeggiato il cinquantesimo anniversario di ERCOLA con una mostra alla MUKHA e la pubblicazione di un libro ERCOLA 1968-2018.
Qualche tempo fa la città ha deciso di rinnovare il palazzo e ha chiesto agli abitanti di trasferirsi, ma per fortuna ha cambia idea e ha rimandato il restauro.


Edith Leemans e Lieve Ulburghs