martedì 27 aprile 2021

Presentazione di Miraggi (con l'autrice Elena Basile)


Sabato 17 aprile 2021
Presentazione della raccolta Miraggi a opera di Elena Basile

Sabato 17 aprile 2021 ha avuto luogo su Zoom la presentazione della raccolta di racconti brevi Miraggi, pubblicato da Castelvecchi, a opera di Elena Basile, diplomatica e Ambasciatrice della Repubblica italiana in Belgio fino al primo aprile scorso. L’evento è stato organizzato grazie alla collaborazione tra le sedi della Dante di Anversa, Lovanio e Hasselt con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles diretto da Paolo Sabbatini.

Durante l’incontro, moderato dalla professoressa Carmen Van del Bergh, co-fondatrice e presidente della Dante di Lovanio, Elena Basile si è presentata come scrittrice, mettendo volutamente in secondo piano il suo recente incarico di Ambasciatrice, lasciando che il dibattito si focalizzasse sulla sua opera e sulla sua passione: la scrittura. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di porre diverse domande all’autrice, dandole modo non solo di presentare la sua opera ma anche di far conoscere il suo stile personale, il suo rapporto con la scrittura e il suo punto di vista rispetto ai vari argomenti trattati nei racconti. Attraverso queste domande è stato possibile mettere in luce le parti dei racconti che hanno suscitato maggior interesse nei lettori; l’autrice ha avuto modo di chiarire dubbi e curiosità e raccontando ciò che rimane dietro le quinte di Miraggi.

Grazie alla domanda posta dalla moderatrice Carmen Van den Bergh, riguardante la scelta tra il discorso diretto e indiretto per la descrizione dell’immagine nei vari racconti, Elena Basile ha colto l’occasione per esprimere la sua personale opinione riguardo all’analisi del testo e al peso eccessivo che viene dato a questo aspetto durante le presentazioni dei libri. Secondo l’autrice, l’analisi del testo porta a tralasciare il contesto in cui un’opera viene scritta, mentre lei pensa che sia fondamentale conoscere il contesto storico, politico e sociologico in cui un’opera viene ideata e ciò su cui bisognerebbe focalizzarsi per comprendere un’opera è proprio il legame tra questi contesti e l’autore.


Le domande poste da Andrea De Luca, rappresentante dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, danno modo all’autrice di chiarire quale sia il significato attribuito all’incontro, tema ricorrente nei racconti, e se questo tema sia un possibile filo conduttore della raccolta. La Basile afferma che a signoreggiare nella sua raccolta ci sia il senso di estraniamento costante subito dalle persone costrette a vivere in città diverse dalla propria; per queste persone l’incontro con gli estranei diventa un’occasione fondamentale per scoprire parti sconosciute del proprio essere, parti che sono difficili da far emergere nel contesto familiare e amicale. L’incontro è in questo senso scoperta degli altri ma anche di se stessi. L’incontro può essere un filo conduttore dei racconti, ma non è l’unico.

Infatti, grazie alla domanda posta da Camilla Dore, che chiede all’autrice quale sia il filo conduttore di Miraggi, scopriamo che a legare i vari racconti non c’è solo l’incontro, ma anche la malinconia e soprattutto le donne. Queste ultime sono infatti le protagoniste assolute dei racconti, accomunate da una condizione di disagio. Tuttavia, queste donne non sono rassegnate al loro stato d’animo, ma cercano sempre il modo di riscattarsi.




L’autrice rivela che ciò che ha voluto mettere in evidenza nei suoi racconti è la contraddizione tra intelletto ed emozione, i rapporti di forza tra uomini e donne e il contrasto tra la vita e la morte, oggetto della domanda posta da Monica Melis, a proposito di Uno strano sogno magiaro: da cosa scaturisce la scelta di mettere in contraddizione la vita e la morte in un luogo simbolo di dolore e atrocità come il museo dell’Olocausto? L’autrice afferma che proprio nel luogo dove si ritrovano i simboli di un’umanità che ha perso la sua fiducia nel bene, possa essere ritrovata la speranza nella vita.

La domanda di Manuela Caianiello, sul racconto Carcavelos Club, ha dato modo all’autrice di approfondire il discorso sul rapporto di forza tra uomini e donne e sulla difficoltà di comunicazione tra i due sessi. La Basile, attraverso la protagonista, si domanda se sia possibile eliminare il rapporto di forza che sussiste tra uomini e donne. Questo rapporto di forza tra uomo e donna si scontra con la razionalità e l’indipendenza della protagonista, la quale, anche in età avanzata, non riesce a stabilire un equilibrio tra il suo esser donna, razionale e colta e il rapporto d’amore e affetto che ha con il suo compagno, sottolineando così quanto questo rapporto di forza risulti difficile da gestire.



Non sono mancate le domande sullo stile adottato dall’autrice e sui suoi gusti letterali personali. Riguardo allo stile di scrittura adottato nei racconti, in risposta alla domanda posta da Monica Melis sul racconto
Il dottor A. è morto, l’autrice afferma che la scelta stilistica non è mai stata molto ragionata; i racconti sono stati scritti seguendo una sensazione, un impulso, un’intuizione, lasciando in secondo piano le strutture narrative consolidate.

Emiliano Biagio Manzillo, presidente della Dante di Anversa, ha invece chiesto all’autrice quale romanzo letterario italiano consiglierebbe ad un pubblico straniero per far conoscere la nostra cultura italiana. La rosa di nomi scelta dalla Basile spazia da Moravia a Sant’Agostino, da Buzzati alla contemporanea Ferrante. Tuttavia, ha ammesso di essere grande appassionata dei grandi autori russi, come Tolstoj e Dostoevskij.

L’ultima domanda, la più personale di tutte, è stata posta della presidente della Dante di Hasselt, Laura Minuscoli, la quale ha chiesto all’autrice quale fosse il significato che attribuisce al concetto di casa. La Basile afferma di sentirsi cittadina del mondo, di credere in una comunità trasversale corrispondente ad una patria dei valori. Grazie al suo lavoro ha avuto l’opportunità di conoscere diverse culture, diversi modi di vedere il mondo e concepirne i valori; ma nella diversità ha sempre trovato qualcosa che percepiva come familiare, riuscendo a trovare un po' di quello che tendiamo a definire casa con la C maiuscola.

Federica Pinna
Team Erasmus+ 2021 della Dante di Anversa






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