mercoledì 11 febbraio 2026

Club del libro del 17 gennaio 2026 - La Ianara

Il primo appuntamento della Dante di Anversa per questo nuovo anno 2026 si è tenuto la mattina di sabato 17 gennaio: dopo la pausa natalizia, si è ritrovato il Circolo dei lettori, con grande entusiasmo e voglia di confrontarsi sul libro letto durante le feste. L’incontro si è svolto presso la Klappei Filmhuis, per la prima volta nella nuova sala polivalente recentemente inaugurata. La discussione è stata guidata, come di consueto, da Cristina Albani e Emiliano Manzillo.

Il romanzo a cui è stata dedicata questa edizione del Circolo è La ianara di Licia Giaquinto, edito per Adelphi nel 2010. Grazie a questa lettura, i soci hanno approfondito un’importante figura del folklore italiano: la complessa e affascinante ianara è infatti una delle tante streghe che popolano la tradizione popolare, da nord a sud del paese. In particolare, il termine fa riferimento a una figura sciamanica della zona dell’Appennino in Irpinia. Storicamente, infatti, le province Potenza e Avellino sono zone di guaritori e guaritrici: quando, in passato, per gli abitanti dei paesi più isolati era impossibile recarsi da un medico, ci si affidava alla medicina popolare, sapere custodito proprio dalle ianare.

Le approfondite conoscenze del nostro presidente Emiliano sull’argomento ci hanno permesso di esplorare il tema anche dal punto di vista storico, che nel libro emerge da alcuni dettagli, intrecciato a vicende più romanzesche. La narrazione è infatti ambientata negli anni ’60, che vedono la costruzione dell’autostrada Napoli-Bari: la creazione di nuovi collegamenti e il conseguente maggior controllo dell’area rompono gli equilibri presenti nella zona, dando avvio all’appassionante storia della ianara Adelina.

Sebbene la struttura complessa della narrazione, che sconvolge la struttura temporale tramite continui flashback, richieda un po’ di pazienza per entrare nella trama, la lettura di questo libro ha suscitato molte riflessioni interessanti, emerse durante il dibattito.

Il mondo creato da Giacquinto è ad un tempo reale e fiabesco: sullo sfondo di un paesaggio descritto dall’autrice con toni vividissimi, che immergono i lettori in un ambiente magico, si snodano le storie di personaggi di fantasia, ma che offrono un ritratto fedele degli abitanti dell’Irpinia di quegli anni. Spesso, infatti, come accade per Adelina, che segue le orme della madre e della nonna, il sapere delle ianare veniva tramandato di generazione in generazione, per linea femminile. Nella società che Giacquinto racconta, alle donne è affidato un ruolo fondamentale: le pratiche stregonesche delle ianare non sono connesse a un immaginario demoniaco come spesso accade, ma rappresentano anzi un prezioso bagaglio di conoscenze che conferisce alla donna un grande potere all’interno della comunità e la rende un personaggio di rottura, capace di agire con libertà e autonomia.

Una menzione merita la bellissima copertina di quest’edizione Adelphi, che raffigura la mandragola, nota pianta dalle proprietà magiche di cui la ianara si serve nella storia.

Questo appuntamento del Club del libro è stato il primo di una serie di momenti dedicati al tema: la conferenza di Mariacarmen Orlando di giovedì 22 gennaio si concentra proprio sulle figure sciamanico-stregonesche del sud Italia; inoltre, il prossimo anno, tra i libri scelti per il Club ci sarà Fumana di Paolo Malaguti, ancora una volta incentrato sulla figura della strega, ma ambientato in una diversa area geografica. Vi aspettiamo dunque in queste prossime occasioni per continuare ad esplorare questo interessantissimo argomento!