domenica 9 luglio 2023

13 maggio 2023: presentazione ai soci di Tabacco Clan di Giuseppe Lupo

Sabato 13 maggio scorso, abbiamo di nuovo avuto il piacere di ospitare il professor Giuseppe Lupo (Università Cattolica di Milano), in veste di autore, per presentare il suo ultimo romanzo, Tabacco Clan, edito da Marsilio: link al libro

Giuseppe Lupo è stato già nostro ospite nel 2018, in occasione dell'uscita de Gli anni del nostro incanto, onorandoci poi della sua presenza (online) nel 2021, in occasione della presentazione (con Alberto Casadei) del volume collettivo dedicato a Dante Se tu segui tua stella, non puoi fallire: i grandi narratori raccontano il loro Dante.



Giuseppe Lupo, è venuto in Belgio per un mini-tour di presentazione del romanzo, realizzato grazie alla collaborazione fra La Dante di Anversa, La Dante di Lovanio e l'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles. Ad Anversa, siamo stati ospitati dalla nostra libreria di riferimento, De Groene Waterman, sede abituale del nostro Circolo dei lettori.











La presentazione, è stata moderata dalla vicepresidente Cristina Albani e dal presidente Emiliano Manzillo, che con domande aperte su diversi elementi del romanzo, hanno stimolato l'ospite a descrivere con passione personaggi e luoghi (Milano soprattutto), svelando anche alcuni motivi dietro alle scelte operate nella narrazione.


Sono stati toccati diversi argomenti: Primo Levi come punto di riferimento dello scrittore, omaggiato in diversi punti del romanzo; Lambrate, quartiere milanese sede dello studentato in cui i protagonisti vivono i loro anni universitari alla Cattolica; i nomi dei personaggi (Presidente, Vice-Capellone, Piccolo Chimico eccetera); il valore di quegli anni '80, in cui la solitudine delle serate invernali dello studente fuori sede, passava con una cura a base di tabacco da pipa "Clan" (da cui il titolo) e soprattutto chiacchierate, tra giovani emigranti che provano a sostenersi in un percorso in cui sentivano di avere addosso molte responsabilità, poiché le loro famiglie erano cariche d'aspettative.


Chi sono i protagonisti del romanzo? Si tratta di un gruppo di "figli", che negli anni Ottanta si trova a Milano a studiare, la prima generazione dopo quella famosa dei "padri" che avevano riscostruito l'Italia negli anni del primo boom economico, la generazione che sta fra quella "forte e stabile" e quella "incerta e precaria", e Lupo, attraverso i suoi personaggi, racconta proprio queste persone e com'erano negli anni in cui si sogna il futuro.


Milano come luogo è nel romanzo un ponte verso l'Europa e il mondo, la città più frizzante d'Italia, la città in cui si ha davvero idea di poter costruire qualcosa dal nulla e giocarsi le proprie chance. Ma è anche una Milano che vive il passaggio da una società molto cattolica a una società più libera, intraprendente, che sogna di culture e mondi lontani, dove convivono istituti religiosi e multinazionali dalle spregiudicate forme di réclame.


Si è parlato di quanto sia cambiato lo sport, il calcio in particolare, negli ultimi anni, di cosa abbia significato quella vittoria in Spagna del 1982 e cosa, ohibò, non hanno in comune eroi come Zoff e Scirea con gli attuali Big Jim del calcio tutto muscoli e miliardi.


La presentazione si è chiusa tornando su Levi ma soprattutto sulla Lucania: il terremoto del 1980 è molto vivo nel ricordo di Lupo e infatti, la sua ombra aleggia anche in Tabacco Clan, nelle parole e nel modo di pensare de Il piccolo chimico, forse il personaggio che più contiene di Lupo nel romanzo. L'argomento, come sappiamo, è stato sviluppato dall'autore nel romanzo Breve storia del mio silenzio, ma è stato estremamente interessante poter riflettere di nuovo sulla vicenda e su come determinate catastrofi, siano poi capace di segnarci nel profondo.
È stato davvero un piacere ospitare Giuseppe Lupo e La Dante di Anversa gli fa gli auguri più sinceri per il successo editoriale del romanzo, sperando in futuro, di poterlo avere ancora per una chiacchierata assieme ai soci nella cantina del De Groene Waterman.

Emiliano Manzillo
Presidente La Dante di Anversa


Il mini-tour di Giuseppe Lupo è stato reso possibile dall'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, a cui va il ringraziamento della Dante di Anversa.



La carbonara: chi l'ha inventata? Resoconto di una delle più 'appetitose' conferenze di quest'anno

Il 23 maggio sera, abbiamo seguito l'attesa conferenza del prof. dr. Rosario Gennaro, docente di lingua, cultura e letteratura italiana presso l'Università di Anversa, sulle origini della carbonara.



Una conferenza in cui il prof. Gennaro, presidente onorario della Dante di Anversa, con la disinvoltura che lo contraddistingue e che a noi soci della Dante tanto piace, ha analizzato nel profondo un tema di cui ultimamente tanto si parla. Ma perché parlare proprio della carbonara? Perché è già da qualche mese che da più parti si mette in discussione la genuinità di convinzioni che diamo per scontate, senza però mettere a fuoco i possibili contesti in cui alcune ricette, diventate poi 'nazional-popolari' si sono originate.


Il professor Rosario Gennaro

La famosissima Carbonara ha davvero di origine italiana? Alcuni ricercatori hanno insinuato più di un dubbio sull’origine di uno dei piatti di pasta più conosciuti e apprezzati sia in Italia sia dai turisti. Lo storico dell’alimentazione Alberto Grandi sostiene che provenga dagli Stati Uniti: “La prima ricetta che è stata pubblicizzata è del 1953 a Chicago – afferma lo storico gastronomico dell’Università di Parma – molti italiani sono andati in America, quindi praticamente tutta la cucina italiana è in realtà italo-americana”. Affermazioni dunque, molto forti, difficili da accettare per un popolo così attaccato alle proprie bandiere culinarie come quello italiano...


Alberto Grandi è professore associato all’Università di Parma. Insegna Storia delle imprese, Storia dell’integrazione europea e ha insegnato Storia economica e Storia dell’alimentazione. È autore di circa una quarantina di saggi e monografie in Italia e all’estero. In una recente intervista al "Corriere della Sera", Alberto Grandi sostiene la sua tesi di fondo: per lo storico, con le migrazioni di massa di fine Ottocento e inizio Novecento verso gli Stati Uniti la nostra cultura gastronomica si è intrecciata con le abitudini culinarie di altri Paesi (USA in primis). Dunque, il mito della nostra tradizione in cucina, e della nostra presunta superiorità, sarebbe da riconsiderare.


Il prof. Grandi


Questa affermazione, ovviamente, ha lasciato senza parole, soprattutto gli abitanti dell’area di Roma. La ricetta della ‘classicissima’ romana e italiana, contrariamente a quanto alcuni pensano, ha solo tre ingredienti: tuorlo d’uovo, guanciale e pecorino ma, dove hanno avuto l’idea di questo primo piatto? Secondo il prof. Gennaro, senza gli americani e senza le famose razioni K, a base di bacon e uova, probabilmente, questa ricetta oggi avrebbe un altro nome. Di sicuro, ha portato diverse prove, estremamente credibili, che confermerebbero perlomeno, una parziale 'americanità' della ricetta, visto che essa è documentata nei vari ricettari italiani solo a partire dai primi anni Cinquanta. Tra uno spezzone con Aldo fabrizi e un bel cortometraggio con Claudio Santamaria, Gennaro ha saputo magistralmente ricollegare la questione alla celebre Madame De Stael, ricordando come l'imitazione, l'integrazione e la traduzione di elementi stranieri, sia fonte di rinnovamento culturale continuo. Ciò che sembrava dunque riferirsi a una semplice querelle culinaria, è stata in realtà una bella lezione sulla tolleranza e sull'apertura mentale dell'uomo. Grazie al nostro presidente onorario Rosario Gennaro della bella conferenza.

L'oreficeria italiana: una testimonianza

Venerdì 19 maggio pomeriggio, presso la Paarse Zaal del centro De Shelter (Langstraat 102, 2140 Borgerhout), La Dante di Anversa ha avuto un vero ospite d'eccezione, il giovane maestro orefice Antonio Natale, docente presso la Tarì design school, il centro di formazione e realizzazione in gioielleria più grande del Mezzogiorno d'Italia.

 

Orefice molto richiesto, forte anche di collaborazioni con la prestigiosa casa italiana Bulgari, Antonio Natale ci ha dato una lezione molto interessante su come riconoscere il valore dei gioielli, ma soprattutto, su come distinguere le diverse pietre preziose, le loro proprietà e caratteristiche e come esse vengono poi immesse nel mercato. Nonostante la giovane età, Antonio Natale è attivo già da anni e ha saputo in breve costruirsi una bella reputazione, cosa che lo porta regolarmente  a collaborare con grandi marchi, come Bulgari, appunto, già citato sopra.

 


Dopo aver assisitito a una impressionante carrellata dei lavori realizzati negli ultimi anni, dopo aver passato in rassegna le caratteristiche di diamanti, smeraldi, zaffiri e rubini, c'è stato spazio per le domande e per il confronto fra soci e ospite. Siamo stati lieti di aver ospitato Antonio Natale e gli facciamo l'in bocca al lupo per il prosieguo di una brillante carriera (gioco di parole voluto ;-)

Emiliano Manzillo
Presidente La Dante di Anversa

Verslag Zeegezang, 10/06/2023

Het cultureel project 'Zeegezang' vond plaats op zaterdag 10 juni in het Districthuis in Borgerhout. Van 14u30 tot 15u30 gaven vier gediplomeerde animatoren een workshop voor 6 kinderen op de benedenverdieping van het gebouw. Deze workshop, waaraan de kinderen met veel enthousiasme deelnamen, benaderde enkele elementen van de voordracht zoals antropomorfe personages en geografische locaties op een speelse manier. Ondertussen begon om 15.00 uur de presentatie van het concert door de twee musici Alessandro Cervino en Lorenzo Carola in de zaal op de eerste verdieping. Deze inleiding werd verrijkt door de interventies van Jacqueline Fonteyn en Samir Bendimerend, de twee componisten die twee liederen schreven voor dit project. Deze presentatie werd bijgewoond door 42 mensen. Om 16.00 uur, de aanvangstijd van het concert, kwamen daar nog 12 mensen bij, waarmee het totale publiek op 54 kwam. Een draagbaar scherm naast de piano en een beamer maakten het mogelijk om ondertitels te projecteren in de originele taal en in het Nederlands. Dankzij deze ondertitels kon het publiek aandachtiger en bewuster luisteren. Veel applaus en aangename gesprekken tussen muzikanten en publiek sloten het evenement af.

Alessandro Cervino
La Dante di Anversa

 



Sabato 10/06/2023 il Districsthuis Borgerhout ha ospitato l’atteso evento Zeegezang, een muzikale reis rond de Middellandse zee, (Il canto del mare, un viaggio musicale nel Mediterraneo). L’evento è stato organizzato e coordinato dalla Dante di Anversa, con il supporto dell’Istituzione comunale a capo del distretto. La scelta del tema è ricaduta sul Mar Mediterraneo, simbolo di unione fra culture profondamente differenti e, al tempo stesso, simili. Con l’occasione si vogliono ringraziare il sindaco Marij Preenel, e i due Assessori alla Cultura, Ben Van Duppen e Aissatou Cissé.



Dalle 14:30 alle 15:30 ha avuto luogo la prima attività della giornata: un workshop dedicato ai bambini legato alle fiabe di Trilussa, le quali sono state lette in due lingue, italiano e nederlandese. Questo è stato possibile grazie alla presenza di Giulia Colombo (docente presso La Dante di Anversa), Ambra Cicutto (stagista Eures presso La Dante di Anversa), e Celina Janssens e Marvellous Itohoh (stagisti nederlandofoni del corso di OSS -Jeugd en gehandicaptenzorg - presso CVO Encora,). Interessante è stata la connessione delle fiabe di Trilussa, preponderanti sia durante i giochi per i bambini che durante il concerto. Basti pensare alle attività sugli animali (giochi, maschere, balli) pensate per i più piccoli, e il collegamento alle poesie dello stesso riportate durante il concerto.



La seconda attività è cominciata alle 15:30, quando vi è stata una breve introduzione al concerto per pianoforte e voce, terza e ultima attività, che ha avuto inizio alle ore 16. L’esibizione dei due artisti italo-belgi di fama internazionale, è stata il fulcro portante della manifestazione: ci si riferisce a Lorenzo Carola (voce) e Alessandro Cervino (pianoforte). La scelta delle musiche e dei canti da parte degli artisti vuole sottolineare la complessità e la varietà delle diverse culture del Mediterraneo. Nella sala dove si è tenuto il concerto si sono susseguiti brani di compositori come Luigi Dalla Piccola, Ildebrando Pizzetti, Barbara Giuranna e Alfredo Casella, con quest’ultimo, ricollegatosi alle poesie di Trilussa.



Abbiamo avuto l’onore della presenza in sala di alcuni compositori delle musiche eseguite, come Jacqueline Fontyn, belga, e Samir Bendimerend, musicista di origine algerina. Molto attuale e toccante si è rivelata la sua composizione di Bendimerend, in cui a parlare sono le anime dei profughi annegati nel Mediterraneo.




Il concerto, così come il Mar Mediterraneo, si è rivelato essere uno straordinario ponte tra diverse culture. Si è voluto affrontare il tema dell’inclusione attraverso la musica e l’arte, ancora in grado di unire persone e culture diverse, come riportato anche nel programma di Cervino e Carola. Molto interessanti sono stati i numeri registrati: circa cinquanta persone hanno partecipato all’evento, tra soci de La Dante di Anversa, amanti della musica, invitati e abitanti del quartiere di Borgerhout.

Ambra Cicutto
Tirocinante Eures presso La Dante di Anversa

Foto di Arianna Tescari
Tirocinante Erasmus presso La Dante di Anversa

 





Una giornata alla Klappei nel segno di Anne Frank

Venerdì 30 giugno, presso la Filmhuis Klappei, l’Associazione e i soci hanno incontrato Franco Paris e Dafne Paris, i traduttori della nuova edizione italiana del Diario di Anne Frank.

Il nuovo libro edito per Giunti presenta una “nuova traduzione dal nederlandese attenta a rendere l’immediatezza e la spontaneità della lingua”, caratteristica resa possibile proprio grazie alla traduzione di Dafne Paris, che con l’aiuto e la revisione del padre Franco Paris, è riuscita a restituire all’Italia il testo in maniera quanto più fedele possibile all’originale.


Come i due raccontavano durante lo scambio avuto con i soci, il punto di vista di una donna è risultato estremamente virtuoso nel riuscire a trasmettere le emozioni, le sensazioni e anche i messaggi della giovane Anne, la quale riportava minuziosamente il suo processo di crescita, sia fisica che intellettuale, nel diario. Il testo è inoltre corredato da uno scritto di Anna Sarfatti intitolato Un’adolescente clandestina. Lo scambio con i traduttori è risultato estremamente interessante, sia da un punto di vista tecnico, i due hanno raccontato il loro lavoro illustrando alcune scelte stilistiche del nuovo volume, per esempio il fatto di aver mantenuto alcune parole nella lingua che compare nel diario di Anne, che da quello umano e intellettuale. Il processo di traduzione, quindi del trasferimento da una lingua all’altra, è un qualcosa che spesso diamo per scontato, ignorando il grande livello di approfondimento sul testo e sul contesto che uno specialista deve fare prima di “trasformarlo”.


In questo Dafne e Franco Paris sono riusciti con successo a restituire il giusto peso alle parole del Diario di Anne Frank, un libro non semplice che funge allo stesso tempo da documento storico, da racconto di crescita e formazione, ma a tratti anche da ricerca introspettiva sull’identità della donna nella società in cui Anne viveva.

Arianna Tescari
Tirocinante Erasmus presso La Dante di Anversa

 


Dopo la presentazione della nuova traduzione del Diario, sempre il venerdì 30 giugno presso la Filmhuis Klappei, è stato proiettato il documentario Tulip Time diretto da Marco De Stefanis e Tonino Boniotti, prodotto fra Italia e Paesi Bassi nel 2008, e della durata di 53 minuti. La proiezione trattava la storia delle Sorelle Lescano, trio di origine magiaro-olandese, che cantava in lingua italiana ed è stato attivo principalmente dal 1936 al 1943, con una breve coda nei primi anni del scondo dopoguerra, in America latina.


Erano tre artiste ebree che, quando erano in Olanda, si esibivano soprattutto come ballerine all’interno del circo. Arrivate in Italia accompagnate dalla madre, raggiungono quasi casualmente un grandissimo successo come cantanti, grazie alla collaborazione con il maestro Prato. Alcuni tra i brani più cantati furono Maramao perché sei morto, Pippo non lo sa, ma ancora Il pinguino innamorato e O-Oh boom! La canzone Tulipan, una delle composizioni ancora conosciute ai giorni nostri, è proprio del Trio Lescano. Le loro canzoni spopolavano in radio e nei teatri, erano amate da tutti, anche da Mussolini stesso. Le Lescano riuscirono ad ottenere la cittadinanza italiana, tuttavia il regime fascista non aveva concesso l’immunità dalla persecuzione razziale. Nel ’43 vennero arrestate dalla Gestapo, ma vennero rilasciate e attesero nascoste la fine della guerra, trovando però un mondo totalmente diverso, che le portò a perdere completamente il loro successo.

La visione del documentario è stata ricollegata alla presentazione della nuova traduzione del Diario di Anna Frank. Ciò ha permesso di notare le differenze durante i regimi totalitari tra una ragazza impaurita e speranzosa, e la ricchezza e l’ingenuità del trio.

Ambra Cicutto
Tirocinante Eures della Dante di Anversa

Fotoreportage di Arianna Tescari