venerdì 26 novembre 2021

Il treno dei bambini, di Viola Ardone. Club di lettura della Dante Alighieri di Anversa, 23 ottobre.

Il giorno 23 ottobre alle ore 10:00, si è tenuta, presso la libreria De Groene Waterman, una conferenza organizzata dalla Dante Alighieri di Anversa. L’incontro, moderato da Cristina Albani e Carmine Vilardi, ha coinvolto un buon numero di membri associati, che si sono entusiasmati nella lettura del romanzo Il treno dei bambini, di Viola Ardone.

L’esperienza mi è sembrata al contempo istruttiva e interessante. Non avevo mai preso parte ad un club di lettura, e le mie aspettative sono state superate. E’ stato bello incontrare altre persone ugualmente appassionate alla letteratura, e che come me, hanno letto con piacere la storia in questione. La parte interessante, dal mio punto di vista di studente Erasmus dal Sud Italia, è stata soprattutto quella di poter scoprire e confrontare le personalità e le idee di lettori provenienti, in questo caso, da un contesto geografico e culturale diverso rispetto al mio. Tutti gli associati, però, conoscono bene l’Italia e forse proprio per questo hanno amato questo libro.


Il treno dei bambini è una storia italiana: Amerigo, un bambino napoletano, viene spedito in Nord Italia insieme a tanti suoi coetanei meridionali per sfuggire dalla miseria del dopo guerra, sotto iniziativa del Partito Comunista. La discussione è stata animata e ricca di osservazioni. Il libro, infatti, offre numerosissimi spunti. Si è partiti dalla trama in sé, l’analisi dei personaggi e delle vicende, ma poi il discorso si è ampliato, toccando la storia, la politica e la situazione della società in quel particolare momento delicato, l’Italia dopo il conflitto.
Il libro è piaciuto perché riesce a raccontare con semplicità degli eventi complessi: la separazione di un bambino dalla propria madre e dalla propria terra, la povertà, la solidarietà e la speranza (Speranza è anche il cognome di Amerigo).


Da non sottovalutare, inoltre, il linguaggio che Viola Ardone utilizza. Le vicende sono narrate in prima persona dal protagonista, che all’inizio usa un italiano stentato, molto contaminato dal dialetto napoletano, ma in generale semplice, è il linguaggio di un bambino. Col passare del tempo questa lingua evolve, Amerigo si trasferisce a Modena, studia e il suo italiano diventa un italiano standard. Nella parte finale del libro, poi, un Amerigo ormai cinquantenne ritorna nella sua Napoli esprimendosi in modo ancora diverso.
Questi cambiamenti di registro, se da un lato hanno suscitato qualche perplessità fra i presenti, dall’altro rendono il libro un vivace esempio di come la lingua italiana offra innumerevoli modi di esprimersi. È proprio questo aspetto, infondo, secondo alcuni, ciò che fa innamorare di questa lingua.

Non sono mancati, fra i presenti, parallelismi cinematografici. Un po’ come i film del neorealismo italiano, Il treno dei bambini, secondo molti, potrebbe essere anche un ottimo prodotto, se adattato allo schermo.
Come si può intuire, il bilancio dell’incontro è stato estremamente positivo, e proprio per questo, rifarei ancora quest’esperienza stimolante.

 

Lorenzo Costabile

 

L’Albergo di Maiolino Bisaccioni. Racconti e invenzioni di un segretario giorvago

Conferenza di Manuela Caianiello presso 't Werkhuys, lunedì 29/11 ore 18.30


L’incontro verterà sulla prima raccolta di novelle dell’autore ferrarese Maiolino Bisaccioni, L’Albergo. Prima di entrare nel vivo della trattazione dell’opera, si darà un quadro breve ma chiaro del contesto storico e sociale all’interno del quale ha operato l’autore. Un accenno dovuto sarà fatto alla vita dell’autore, che così turbolenta e ricca di viaggi e avventure ha fortemente influenzato la sua produzione letteraria. Egli infatti, prima ancora di essere un letterato, era anzitutto un uomo d’armi e un diplomatico al servizio di principi e signori di tutta Italia. Saranno proprio i suoi viaggi in giro per l’Europa e le numerose campagne militari ai quali prende parte ad essere oggetto della narrativa bisaccioniana. Parleremo, poi, del vivace ambiente intellettuale nel quale viene accolto il ferrarese una volta giunto a Venezia, ovvero dell’Accademia degli Incogniti, fondata dall’amico e mecenate – nonché dedicatario della raccolta – Giovan Francesco Loredan.

Fatta questa parte introduttiva, procederemo con la disamina dell’opera. Dopo un brevissimo accenno alla fortuna editoriale dell’Albergo, cominceremo ad introdurre i tre filoni tematici principali che sono al centro della narrazione: l’amore, la politica e la tematica di costume. Citando passi scelti del testo parleremo della concezione amorosa del Bisaccioni, fortemente legata ai codici comportamentali tipici della società aristocratica, ma non per questo manchevole di passione e turbamenti. Di notevole interesse è poi la trattazione politica presente nell’opera. Inevitabilmente la lunga esperienza maturata nell’ambiente di corte emergerà in numerose novelle, con trovate stilistiche particolarmente originali e talvolta ambigue. Non va dimenticato che l’autore scrive nel XVII secolo, epoca in cui si esercitava uno smodato controllo sulla produzione intellettuale. Ci si soffermerà, nello specifico, sulla similitudine che l’autore fa tra la figura dell’albergatrice e quella del sovrano, laddove entrambi sono costretti e disposti a tutto pur di continuare ad esercitare il potere all’interno della locanda e della corte. Infine, leggeremo alcuni passi nei quali si dà precisa contezza degli innumerevoli codici comportamentali che sono alla base della società aristocratica. Al Bisaccioni va certamente ascritta la lode di aver descritto con dovizia di particolari gli eventi più importanti ai quali uomini e donne dell’alta società erano tenuti a partecipare, primi fra tutti i duelli. Tuttavia, accanto ad una aristocrazia che si accinge lentamente a divenire anacronistica, si affianca l’emergente classe borghese, rappresentata dall’aristocratico autore con un certo distacco e disprezzo.

Bisaccioni risulta essere particolarmente originale nella forma della sua narrazione, così lontana dal modello boccaccesco, benché talvolta appaia disordinato e privo di un reale intento letterario. Egli è stato un erudito, un uomo di mondo, un cavaliere, uno storiografo, un viaggiatore, un accademico, un osservatore del suo tempo ed è oggi una testimonianza fondamentale per noi posteri di un’epoca, ancora così bistrattata, come quella barocca.

La dott.ssa Manuela Caianiello è laureata in Lettere presso l'Università di Bologna ed ha recentemente svolto il programma Erasmus+ presso La Dante di Anversa. Anche dopo l'Erasmus, è una collaboratrice della nostra associazione e nel 2022 si occuperà di un corso online di storia.

Made in Italy @ Klappei: 7 dagen sociale film

MADE IN ITALY - 7 Dagen van de sociale film

Link al sito del Festival:28/11 ore 14

La Dante di Anversa presenteert twee films en een voordracht tijdens de 7 Dagen Sociale Film.

Eerste film, om 14:00: L’umile Italia door Pietro Marcello en Sara Fgaier (Italië, 2014)
De boerenwereld had respect voor ons landschap, had het getekend op zijn bewonderenswaardige ruïnes en had door de eeuwen heen de groeven van zijn geschiedenis gemaakt. Carlo Levi leerde ons dat achter die wereld, zo arm en ellendig, een eeuwenoude inhoud schuilging, duizenden jaren oud, bestaande uit regels en harmonieën. Er wordt gebruik gemaakt van fragmenten uit zijn boek “Een gezicht dat op ons lijkt”, waarin zijn optimistische blik in de dingen, in de ruimten zowel als op de gezichten van de mensen, het poëtische beeld leest van een volk in beweging, een koorwereld met zijn waarden van harmonie, lijden, menselijkheid en gemeenschap.

Voordracht, om 14:20: Cristo si è fermato in città door Manuela Caianiello
Aan de hand van de werken van Carlo Levi en Ermanno Olmi, spreekt Manuela (in het Italiaans) over de boerenwereld in Italië.

Tweede film, om 15:00: De Klompenboom door Ermanno Olmi (Italië, 1978)
Ermanno Olmi’s De Klompenboom, winnaar van de Grote Prijs van het Cannes Filmfestival, is een ontroerende kroniek over een jaar uit het leven van vijf Italiaanse boerengezinnen aan het eind van de 19e eeuw. Basiti is een trotse maar arme boer die een beter leven wil voor zijn jonge zoon dan werken op een boerderij. Hij stuurt de jongen te voet naar een school ver weg. Op zijn enige paar houten klompen, maakt zijn zoon iedere dag de lange tocht naar school. Alles gaat goed totdat zijn klompen beschadigd raken. Hout is schaars, net als geld, dus Basiti sluipt het bos van een rijke landeigenaar binnen om hout te ‘lenen’ om zo een nieuw paar te maken. Hij wordt betrapt en de rijke man besluit de arme Basiti zwaar te straffen. De Klompenboom is een van de laatste meesterwerken van de Italiaanse neorealistische cinema. Olmi kreeg onlangs de speciale oeuvreprijs van het Filmfestival van Venetië.

Toegangsprijs: €5

Mondmasker verplicht, covid-safe ticket wordt aan de ingang gevraagd.



La Dante di Anversa presenta due film e una conferenza durante i 7 giorni del cinema sociale.

Primo film, alle 14:00: L'umile Italia di Pietro Marcello e Sara Fgaier (Italia, 2014)
Il mondo contadino rispettava il nostro paesaggio, lo aveva segnato con le sue mirabili rovine e vi aveva fatto i solchi della sua storia nel corso dei secoli. Carlo Levi ci ha insegnato che dietro quel mondo, così povero e miserabile, c'era un contenuto antico, millenario, fatto di regole e armonie. Partendo da brani del suo libro Un volto come noi, in cui il suo sguardo ottimista sulle cose, sugli spazi come sui volti delle persone, legge l'immagine poetica di un popolo in movimento, un mondo corale con i suoi valori di armonia, sofferenza, umanità e comunità.

Conferenza, ore 14:20: Cristo si è fermato in città di Manuela Caianiello
Sulla base delle opere di Carlo Levi ed Ermanno Olmi, Manuela parlerà (in italiano) del mondo contadino in Italia.

Secondo film, alle 15:00: L'albero degli zoccoli di Ermanno Olmi (Italia, 1978)
Vincitore del Grand Prix del Festival di Cannes, L'albero degli zoccoli di Ermanno Olmi è la commovente cronaca di un anno nella vita di cinque famiglie contadine italiane alla fine del XIX secolo. Basiti è un contadino orgoglioso ma povero che vuole per il suo giovane figlio una vita migliore del lavoro in una fattoria. Manda il ragazzo a piedi in una scuola lontana. Sul suo unico paio di zoccoli di legno, suo figlio fa ogni giorno il lungo viaggio verso la scuola. Tutto va bene finché i suoi zoccoli non si danneggiano. Il legno è scarso, così come il denaro, così Basiti si intrufola nella foresta di un ricco proprietario terriero per "prendere in prestito" il legno per farne un nuovo paio. Viene catturato e il ricco decide di punire severamente il povero Basiti. È uno degli ultimi capolavori del cinema neorealista italiano. 

Ingresso: 5 euro

Mascherina obbligatoria, green pass richiesto all'ingresso

lunedì 15 novembre 2021

Una meravigliosa esperienza

La scuola secondaria per adulti ENCORA, di Anversa (Belgio), ha svolto con una delegazione di tre insegnanti e dieci studenti, uno stage Erasmus in Italia, ad Anversa degli Abruzzi, dal 16 al 30 ottobre 2021. Lo stage si è rivelato di fondamentale importanza ai fini didattici e una piccola parte del merito affinché ciò si sia realizzato, è della Società Dante Alighieri (anche se il merito del lavoro e  del successo, è tutto di Greet Dierckx di Encora, una collega esemplare con cui è un piacere lavorare). I contatti fra Anversa del Belgio e Anversa degli Abruzzi sono stati infatti favoriti in passato dalla presenza nel borgo abruzzese del Parco Letterario D’Annunzio, diretto da Mario Giannantonio e facente parte della rete dei Parchi Letterari e della Dante Alighieri.




Già nel 2015 il presidente del Parco, fu ospite presso l’Università di Anvtwerpen per presentare il borgo, l’oasi WWF delle Gole del Sagittario e le attività del parco letterario. Nel tempo, si è sperato di metter su una collaborazione stabile fra le due realtà, visto anche l’ottimo feeling con i locali colleghi delle associazioni, e l’occasione presentatasi di portare gli studenti della scuola Encora in Italia ha semplicemente rappresentato un’opportunità concreta di collaborazione. La collega ad Encora Greet Dierckx, ha elaborato un progetto Erasmus solido, approvato per ben tre anni dall’ufficio competente, in quanto di qualità e di alto valore didattico ed educativo, significando ciò che il contatto diretto Antwerpen-Anversa degli Abruzzi resterà vivo almeno fino al 2023.





La collaborazione consiste nel portare cinque studenti dell’indirizzo BIKO (accompagnatore minorile) e cinque studenti dell’indirizzo JGZ (cura del disabile e del giovane con bisogni speciali) a fare uno stage pratico di due settimane, alternando jobshadowing ed esperienza diretta, in due diverse strutture. Nello scorso ottobre, i cinque aspiranti accompagnatori minorili hanno assistito i colleghi italiani del Plesso Scolastico di Bugnara della scuola dell’infanzia e primaria Vittorio Clementi, diretta dalla dottoressa Domenica Pagano, mentre i cinque aspiranti operatori, hanno assistito i colleghi della Comunità riabilitativa e terapeutica Il Castello, ad Anversa degli Abruzzi, centro di estrema qualità nel campo psichiatrico, diretto dal dottor Michele Beatrice.




Lo stage si è rivelato un successo, soddisfacendo sia i partecipanti belgi che le istituzioni riceventi in Italia: il contatto con l’Amministrazione Comunale di Anversa degli Abruzzi è stato facile, diretto e concreto, nello spirito di massima collaborazione, facendo sentire i benvenuti i partecipanti e agevolando in ogni possibile modo l’espletamento delle attività. Come insegnante di Encora e come presidente della Dante di Anversa, ringrazio, anche a nome delle colleghe di Encora Greet Dierckx ed Els Buyle, il sindaco Gianni Di Cesare, il vicesindaco Vincenzo Pace, l’assessore Massimo D’Alessandro, i consiglieri tutti, in particolare Mario Giannantonio, Diego Del Rosso, Roberto Di Genova e Maria Bambina Federico.




Il contatto fra gli stagisti e le insegnanti di Bugnara e gli operatori ne Il Castello, è stato ottimo, tanto che ogni giorno venivano ideate nuove attività in collaborazione, favorendo al massimo l’integrazione degli stagisti nei gruppi. Un ringraziamento alle dott.ssa Pagano e al dr. Beatrice è necessario, tanto quanto un complimento sentito per la gestione ottimale delle loro strutture. Dalla commozione riscontrata nei giorni della partenza fra i bimbi di Bugnara e fra gli ospiti de Il Castello, abbiamo capito che lo scambio ha arricchito ambo le parti. Oltre poi al lavoro, ci sono state belle attività "extracurriculari", come il pomeriggio a Sulmona, il pomeriggio a Scanno e il weekend a Roma, dove i corsisti hanno partecipato a un workshop di recitazione tenuto da Luigi Morra ed Eduardo Ricciardelli, presso i Mob Studios di roma, dei fratelli Morigi.




Al successo dell’esperienza hanno contribuito la solidità del progetto, l’entusiasmo e la convinzione dei partecipanti, la sensibilità della locale amministrazione, ma anche il calore e l’ospitalità della comunità del borgo, che ci ha fatto sentire a casa. Peppe, il gestore dell’Angolo delle grazie, il bar L’anversano, Elia, Juri e i ragazzi del pub, tutti hanno dato il loro contributo positivo, anche se in particolare, bisogna citare l’operatore comunale Rocco Di Genova, per la sua dedizione al progetto, la cui presenza è stata fondamentale, così come fondamentale si è rivelata la scelta del posto dove alloggiare e mangiare, il bio-agriturismo La porta dei Parchi, gestito da Nunzio Marcelli e famiglia.




Nella struttura gestita da Nunzio, abbiamo trovato qualcosa che è andato al di là della semplice accoglienza, abbiamo trovato un ambiente amichevole e familiare che ha reso magnifiche le nostre giornate in Italia, provando a trovare sempre una buona soluzione per un gruppo dalle abitudini differenti. Non solo un approdo sicuro al termine della giornata lavorativa, ma anche una costante consulenza sull’organizzazione delle attività. I complimenti e i ringraziamenti a Nunzio e al suo staff, dagli allevamenti alle cucine, sono più che doverosi, perché sono proprio le idee e le pratiche come quelle che si portano avanti nella Porta dei Parchi, che rendono ancora l’Italia un posto affascinante e accogliente. Grazie ad Anversa degli Abruzzi, e un grazie immenso alla persona che ci ha aperto le porte della cittadina, Mario Giannantonio, infaticabile amico, paladino della cultura del dialogo.









Una serata a Mondragone con EVA

 



La Dante di Anversa ha scelto di appoggiare le attività dell’associazione culturale EVA, acronimo di E’ VIETATO ASTENERSI, impegnata a Mondragone nella lotta alla violenza di genere e nel raggiungimento della parità fra i sessi. Come in accordo con l’associazione presieduta dall’avvocato Lisa Pagliaro, La Dante di Anversa ha sostenuto la seconda edizione della manifestazione culturale “Letture in cantina”, tenutasi in tre appuntamenti serali a cadenza settimanale dal 22 ottobre al 5 novembre 2021 presso le Cantine Collefasani a Mondragone (CE).



La serie ha goduto anche della partecipazione degli artisti Norma Bini, Giovanni Izzo, Francesco Verolino, Luana Ermili e Salvatore De Rosa, grazie all’esposizione di alcune loro opere pittoriche e fotografiche. Le autorità scolastiche cittadine, con i licei e gli istituti tecnici, hanno partecipato attivamente alla buona riuscita della serata, impegnandosi sia nella logistica che nella ricezione e l’intrattenimento degli intervenuti.


La prima serata ha visto la partecipazione di Giuliana Sgrena e Sergio Nazzaro, a dialogo per presentare
Dio odia le donne, ultima fatica editoriale della Sgrena, sul ruolo giocato dalle religioni monoteiste nel sistema di sopraffazione delle donne nelle diverse culture del mondo.



La seconda serata, tenutasi il 29 ottobre, ha visto la partecipazione di Nicola Di Mauro, il quale ha presentato il romanzo Mille splendidi soli di Khaled Hosseini.


Durante la terza serata, il professor Saverio Caramanica e il presidente della Dante di Anversa, Emiliano Biagio Manzillo, sono intervenuti sulle figure di Paolo e Francesca, protagoniste del V canto dell’Inferno, esaminandone la fortuna letteraria e pittorica nei secoli. Manzillo ha presentato un intervento dal titolo
Galeotto fu il dipinto, breve excursus sui capolavori della pittura ispirati alla tragica vicenda di Paolo e Francesca, mentre il prof. Caramanica ha tenuto un intervento sulle tragiche vicende di Francesca da Rimini, Pia dei Tolomei e Piccarda Donati. Essendo il 2021 il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, il collegamento con la Commedia la missione di EVA è sembrato più che logico.



La Dante di Anversa, visto anche il successo della serata e della manifestazione in generale, è orgogliosa di aver collaborato e ringrazia EVA, il prof. Caramanica, le Scuole superiori di Mondragone e le Cantine Collefasani dell’invito, sperando vi siano presto altre occasioni per parlare del Sommo poeta.