lunedì 20 aprile 2026

Conferenza del 5 marzo 2026 su Corrado Avanzi. L’arte non conosce età, di Alice Avanzi

La conferenza di marzo è stata tenuta dalla nostra tirocinante Alice Avanzi ci ha accompagnato in un emozionante viaggio alla scoperta di un artista contemporaneo con cui ha un rapporto molto speciale: Corrado Avanzi, ovvero suo nonno!

È nato a Castelmaggiore, in provincia di Bologna, nel 1931. Nella sua vita, si è sempre dedicato con grande passione a diverse arti. Dopo aver trascorso molti anni a Roma, oggi, all’età di 94 anni, è tornato in Emilia-Romagna, a Castel San Pietro.

Parallelamente all’attività artistica, Corrado ha avuto anche un’importante carriera politica, avviata nel 1948. Sulla storia del suo impegno politico ha scritto due libri, che ha presentato in varie occasioni nelle sue zone d’origine.

Mentre portava avanti questa carriera, non ha mai perso di vista le sue numerose passioni. Alice ci ha presentato le varie arti con cui il nonno si è cimentato, dividendo la conferenza in alcuni capitoli ad esse corrispondenti, anche se in realtà nella sua vita si sono sempre intersecate e sovrapposte. Ogni capitolo è stato rappresentato da un quadro, dato che Corrado Avanzi è conosciuto oggi soprattutto come pittore.

La scrittura è tra le prime arti scoperte da Corrado: fin da piccolo, infatti, egli scriveva poesie, tanto che i suoi amici gli commissionavano lettere d’amore vista la sua bravura! Dopo la vittoria di un concorso di poesia, ha pubblicato il libro intitolato Passioni, una raccolta di testi poetici e pensieri. Alice ci ha presentato un bellissimo testo, dal titolo Se… Se, che ben rappresenta l’energia e la forza vitale che contraddistinguono suo nonno.

 

Tra le passioni di Corrado c’è poi la scultura, che ha rappresentato però una fase più breve, coincidente con il periodo in cui lavorava in fabbrica.

Un ruolo molto importante ha invece avuto il teatro, che lo ha portato in giro per varie città, in Italia e all’estero. Corrado ha fatto parte infatti di una compagnia, di cui è anche stato aiuto regista.

Il canto è forse la sua passione più grande. Corrado ha infatti studiato canto per tanto tempo, come baritono, e ha partecipato a numerosi concorsi. Ha sempre avuto un grande talento: ha ricevuto offerte anche da importanti figure della scena musicale dell’epoca, ma non ha poi intrapreso questa carriera. Questo gli ha permesso di continuare a dedicarsi alle altre arti, tra cui quella che gli ha permesso di ottenere più riconoscimenti: la pittura.

La pittura è l’unica delle sue passioni nata in età più avanzata. La storia del suo primo quadro è molto particolare: Corrado trovava nella sua casa in montagna quando, una notte, ha sognato la creazione dell’universo. Svegliatosi con una forte esigenza di esprimere e rappresentare ciò che aveva sognato, si è precipitato alla ricerca di materiale con cui dipingere. Nella casa, che era in quel momento in ristrutturazione, ha trovato pannelli di faesite e vernici a smalto. Quest’ultima è un tipo di vernice molto coprente e molto lucida, che solitamente si utilizza per coprire altri materiali. La faesite è invece una sorta di pannello di compensato, dunque un materiale molto diverso dalla tipica tela che si usa come supporto per la pittura. La sua urgenza di esprimersi era però molto forte: si è quindi accontentato di quello che aveva in quel momento, inventando un nuovo modo di dipingere, la cui tecnica è però rimasta segreta!

Corrado Avanzi, Colori della creazione

Corrado Avanzi, La testa del cigno

L’unico tema dei quadri di Corrado Avanzi è la creazione dell’universo e della terra, ovvero l’oggetto delle sue visioni. Come mostrano i quadri in foto, la cosmogonia viene rappresentata attraverso scontri e fusioni tra gas, acqua e fuoco, che si compenetrano dando vita a straordinari giochi di colori.

Avanzi non rappresenta immagini definite, ma la materia prima che reagisce continuamente e si trasforma. Visti i materiali usati, i colori sono spesso in rilievo e conferiscono una consistenza materica alla pittura, che quasi sembra muoversi sulla superficie del quadro.

L’autore attribuisce titoli alle sue opere, ma senza la pretesa che l’osservatore veda in esse la stessa cosa che egli voleva rappresentare. Questo anche perché il quadro è come in movimento, come se si trasformasse continuamente e consentisse a chi lo guarda di vederci ogni volta qualcosa di nuovo.

Alice ci ha parlato in particolare di Tsunami, unica opera costituita da un quadro e da un testo poetico uno accanto all’altro, che ricordano l’importanza di rispettare la nostra Terra, tema ancora oggi molto attuale.

Corrado Avanzi, Tsunami

Il pittore ha sempre tenuto i quadri per sé e per la sua famiglia. Recentemente, però, dopo una presentazione dei suoi libri svoltasi a Castel San Pietro, per complimentarsi con lui, un’artista lo ha esortato a caricare le foto delle sue opere su internet. È stato così contattato da Spoleto Arte, che lo ha invitato alla mostra organizzata Milano nel 2017. Qui Corrado Avanzi ha ricevuto un premio alla carriera, anche alla presenza del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Da allora ha partecipato a 27 mostre. I suoi quadri sono stati in giro per il mondo e sono stati pubblicati vari articoli sulle sue opere. Un articolo su Il Resto del Carlino, un giornale locale, porta il bellissimo titolo ‘l’arte non conosce età’, riprendendo le parole che il critico Salvo Nugnes ha speso per congratularsi con l’artista.

Ringraziamo Alice per il suo bellissimo intervento che ci ha permesso di conoscere un artista poliedrico dalle eccezionali qualità – che ci è stato raccontato con grande affetto ed emozione dalla nipote – e vi aspettiamo ai prossimi appuntamenti della Dante!

Elena Michelini, Tirocinante Erasmus presso La Dante di Anversa

sabato 14 marzo 2026

Incontro con Franco Paris su Hadewijch

Giovedì 26 marzo ci sarà anche un incontro con il professor Franco Paris dell’Università di Napoli L’Orientale, presso Universiteit Antwerpen.

Franco Paris, traduttore letterario e professore di nederlandese all'Università di Napoli L'Orientale, presenta: Hadewijch, Canti, Le Lettere, 2025, la sua traduzione italiana dei 45 Canti di Hadewijch (circa 1240), edizione Frank Willaert e Veerle Fraeters, Historische Uitgeverij, 2009. Questi versi meravigliosi, potenti e sorprendenti di una donna straordinaria costituiscono una pietra miliare assoluta nella mistica e nella letteratura europea.

Franco Paris, literair vertaler en hoogleraar Nederlands aan de Università di Napoli L’Orientale, presenteert: Hadewijch, Canti, Le Lettere, 2025, zijn Italiaanse vertaling van de 45 Liederen van Hadewijch (circa 1240), editie Frank Willaert en Veerle Fraeters, Historische Uitgeverij, 2009. Deze prachtige, krachtige en verrassende verzen van een buitengewone vrouw vormen een absolute mijlpaal in de Europese mystiek en literatuur.




Quiz del 25 marzo, il DanteDì! (POSTI ESAURITI)

 


Conferenza e masterclass sull’olio extra vergine di oliva di Massimiliano Gallo

La conferenza del 5 febbraio scorso, seguita dalla degustazione guidata il sabato 7 mattina, hanno significato la conoscenza diretta con il principe della dieta mediterranea, l’olio d’oliva extra-vergine. Interessantissima la parte teorica del giovedì, quando Massimiliano Gallo ci ha spiegato le qualità di questo prodotto millenario e la differenza con gli oli di altra natura, dimostrando, dati alla mano, come quello d’oliva sia il più sano degli oli in circolazione. C’è stata occasione di parlare anche di mercato e clima, fattori che purtroppo influiscono negativamente sulla diffusione della giusta conoscenza base del consumatore dei diversi oli.






Interessantissime anche le considerazioni fatte su come il mercato, e l'assidua e velenosa ricerca di assicurarsi quanti più compratori possibili, porti anche a snaturare il prodotto (il riferimento è ad esempio, all'odore e alla presenza di oli poco 'aromatici' per accontentare ogni tipo di palato).



Il sabato mattina è stato non solo istruttivo, ma anche divertente, vista la bella atmosfera che si è venuta a creare fra i partecipanti. I soci hanno ricevuto un training molto interattivo sul riconoscimento di odori, sentori, aromi e sanno ora come considerare appieno un olio di alta qualità.



  

Ringraziamo perciò Massimiliano e Angela Gallo per la ventata di freschezza portataci in questo grigio febbraio del ’26 e ringraziamo anche i produttori Masseria Dei Nunzi, Ianniciello, Misuraca e Tortorella per l’alta qualità dei prodotti inviati.

  

Si ricorda dunque in questa sede che gli oli della presentazione, sono in vendita a prezzo speciale per i soci de La Dante di Anversa e trovate il listino prezzi proprio qui sotto. Nel caso qualcuno volesse ordinare dell’olio, basta scriverci a dante.antwerpen@gmail.com e provvederemo subito a comunicare con i produttori per farvi avere il vostro prodotto desiderato.

 

Conferenza di Mariacarmen Orlando: Figure stregonesche nel folclore dell’Italia centro-meridionale

 Mariacarmen Orlando, ex-tirocinante Erasmus + della Dante nel 2024, è tornata con noi ad Anversa il 22 gennaio per parlarci delle figure sciamanico-stregonesche del folklore centro-meridionale.

Questa conferenza si inserisce in un percorso più ampio sull’argomento, che comprende anche due appuntamenti del Circolo dei lettori: infatti, sia La ianara di Licia Giacquinto, di cui abbiamo discusso a gennaio, sia Fumana di Paolo Malaguti, in lista per l’anno prossimo, trattano questo tema.

L’analisi di queste figure ci ha permesso di approfondire un aspetto della cultura popolare importantissimo in Italia da nord a sud, ma spesso dimenticato e sottovalutato dalla cultura ufficiale. Nel nostro viaggio, siamo partiti da Benevento, città vicino a Napoli nota come la città delle streghe. Si narra infatti che le streghe si trovassero qui, intorno a un albero di noce, per celebrare i sabba. La leggenda nasce dal culto di Iside, dea della magia, di cui era presente un tempio a Benevento, voluto da Domiziano. Iside era associata a due divinità: Ecate, dea degli inferi, e Diana, dea della caccia. Le streghe di Benevento si chiamano “janare”, nome che deriva proprio da “Dianara”, ovvero sacerdotessa di Diana. 

Mariacarmen ci ha presentato in particolare la figura di Matteuccia da Todi, conosciuta come la Strega di Ripabianca. Matteuccia è stata torturata e processata per stregoneria, con varie accuse, tra cui la creazione di filtri d’amore e l’infanticidio. Morì sul rogo nel 1428, in uno dei primi processi di stregoneria d’Italia.              
Le janare hanno, nel folklore, caratteristiche ben precise. Innanzitutto, secondo la tradizione, si cospargono di un unguento che permette loro di volare. Inoltre, si dice non possano entrare in casa se c’è una scopa accanto alla porta: si mettono infatti a contare le setole fino al mattino, quando ormai è ora per loro di andarsene. Di generazione in generazione si tramanda poi un accorgimento molto importante: se si pronuncia la parola “janara” bisogna aggiungere per scaramanzia la frase “oggi è sabato”. Questo serve infatti a distrarle, perché di sabato devono recarsi al sabba. A volte, le janare entrano nelle stalle e intrecciano la criniera dei cavalli, che al mattino vengono ritrovati esausti dai padroni. Possono entrare anche nelle case: se si sente un peso sul petto di notte, probabilmente sono “le janare che ti premono”! Tra la gente era poi diffusa la credenza che le janare causassero aborti e infertilità, ma anche deformità nei neonati, che la notte venivano quindi avvolti in un “fascione” protettivo. C’è poi un metodo per scoprire quali sono le streghe del paese: recarsi alla messa di Natale e osservare chi sono le ultime donne ad uscire dalla Chiesa. Tra le credenze popolari, si ricorda anche un metodo per catturare le janare: bisogna afferrarle per i capelli, il loro punto debole. Alla loro domanda “cos’hai in mano?” bisogna rispondere “ferro e acciaio”, per trasformare i capelli in una massa pesantissima che impedisce loro di scappare.
Mariacarmen ci ha poi presentato altre due streghe dell’area: ’a Zucculara, che infesta una zona di Benevento, il Triggio, e indossa zoccoli rumorosi, da cui prende il nome; ’a Manalonga, che vive nei pozzi e raggiunge chi si avvicina con la sua mano.         
Ma la strega non è una figura confinata nel passato. Infatti, ancora oggi è un simbolo caratteristico della città di Benevento, a partire dal celebre premio letterario, il Premio Strega, istituito a Roma da Guido Alberti, produttore del liquore Strega di Benevento. Anche lo sport è coinvolto: la squadra di calcio della città ha proprio una strega sullo stemma! La cultura legata alle streghe è poi conservata grazie all’istituzione del museo Janua e a un festival (‘Janara. Le streghe di Benevento’), in cui, due volte l’anno, si tengono concerti e rappresentazioni folkloristiche.

Dopo l’interessantissima esplorazione dell’area beneventana, ci siamo spostati verso Napoli. Figura celebre è ’O Munaciello che, come si dice, “a chi arricchisce e a chi apezzentisce”: può arricchire o mandare in miseria. È rappresentato come un ragazzino deforme con l’abito da monaco, di bassa statura. Ci sono varie ipotesi sulle origini. La prima è che sia nato dall’amore impossibile tra la ricca Caterinella Frezza e Stefano Mariconda, un povero garzone. Il figlio sarebbe nato deforme dopo la morte del padre e l’entrata della madre in convento. Un giorno, all’improvviso, il bambino scompare e i napoletani iniziano a vederlo in giro per la città; si inizia quindi a pensare che porti fortuna o sfortuna. Secondo un’altra versione della storia, ’O Munaciello sarebbe l’antico gestore dei pozzi d’acqua (il pozzaro) della Napoli sotterranea. I pozzari erano infatti sia personaggi dispettosi, se non venivano pagati, sia portatori di doni. 

Altro personaggio presentato da Mariacarmen è la bella ’mbriana, spirito della casa. Il suo nome deriva dalla meridiana, simbolo del calore domestico. È uno spirito domestico che si manifesta sottoforma di geco o tra le tende mosse dal vento alla ‘controra’ (il primo pomeriggio). È uno spirito buono ma può diventare irascibile! Si arrabbia infatti se la casa è trascurata o se ci si trasferisce, fino a provocare la morte di un familiare. La leggenda nasce da una principessa che impazzisce per un amore perduto; il padre decide di ricompensare le persone che la accolgono nel suo girovagare, impietositi dalla sua infelicità.
Molto nota a Napoli è anche Maria La Rossa, conosciuta come la strega di Port’Alba. Si narra che, nella zona dei librari, i napoletani avessero scavato un buco abusivo per entrare velocemente nella città, che poi viene ufficialmente aperto in una porta nel 1625. Secondo la leggenda, Maria, una ragazza dalla chioma rossa, era innamorata di Michele, che viveva fuori dal perimetro cittadino. Dopo l’apertura della porta, quando la distanza tra smette di essere un ostacolo, i due decidono di sposarsi. Inspiegabilmente, il giorno delle nozze, Michele attraversa la porta e non riesce più a muoversi. Maria si consuma per il dolore e viene accusata di essere strega; viene appesa in una cella di ferro sotto la porta e da lì lancia una maledizione alla città.   
Infine, abbiamo esplorato alcune tradizioni appartenenti ad altre regioni, come quella delle cogas, donne vampiro della Sardegna, quella calabrese delle magare, donne che di notte si trasformano in uccelli notturni, o ancora la leggenda della pantasema, proveniente dall’Italia centrale, che si rifà a un antico mito pagano legato all’agricoltura.
Ringraziamo Mariacarmen per il suo bellissimo intervento che ci ha permesso di approfondire questo interessante aspetto della cultura italiana e vi aspettiamo ai prossimi appuntamenti della Dante!

Mariacarmen Orlando è laureanda in Lingua e Cultura italiana per Stranieri presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Al momento si trova in Belgio (Gent) per svolgere un programma di volontariato europeo presso un’associazione che si occupa di sostenibilità e giustizia sociale.

Elena Michelini, tirocinante Erasmus+ presso La Dante di Anversa.