martedì 8 dicembre 2020

I Vemm e la musica: è un vettore che delinea il viaggio dell’uomo nell’universo delle proprie emozioni o l’armonia per mettere in relazione la natura, l’universo e l’uomo?

 

“Viaggiare ristabilisce l’armonia originale 

che un tempo esisteva tra l’uomo e l’universo”

Anatole France.

Questo viaggio, in cui si concatenano sonorità e stili musicali diversi tra loro, uniti da una solida base rock-progressive, viene intrapreso egregiamente dalla band romana Vemm che, formatasi nel 2013 sotto la spinta di Emanuele Luigi Andolfi, presenta il nuovo album “Compromesso”. Si tratta del primo capitolo della trilogia “Compromesso” – “Conservazione” – “Comunicazione”, che vede come protagonista Elea (il cui nome sembra suggerire per assonanza Enea, protagonista dell’Eneide di Virgilio, costretto a lunghe peregrinazioni) da cui scaturisce un viaggio in cui navigano pensieri, spesso in conflitto tra loro sotto forma di dualismi, suggeriti nei titoli delle tracce di questo nuovo lavoro in studio. 

Ciò che emerge da questo concept album è la profonda coerenza dei temi trattati in relazione alla musica che accompagna i pensieri di Elea, giovane studentessa alle prese con la maturità e l’incertezza che domina il presente. Nonostante ciò, il presente viene concepito quale formula di compromesso tra il passato e il futuro,  nell’ultima traccia “Ombra/Gioco dell’onda”. Partendo dal principio di conservazione (il che ci fa viaggiare con la mente verso un continuum di quest’ultima traccia con gli sviluppi successivi della trilogia) il tempo, da una parte è quella dimensione fisica regolata dall’entropia, come afferma Carlo Rovelli nel libro “Sette brevi lezioni di fisica”:

         Un cucchiaino freddo dentro una tazza di tè caldo diventa caldo anch’esso. In una giornata gelida, se non ci copriamo bene perdiamo rapidamente calore e ci raffreddiamo. Perché il calore va dalle cose calde alle cose fredde e non viceversa? Si tratta di una domanda cruciale, perché riguarda la natura del tempo”


dall’altra, è una delle tematiche fondamentali sulle quali si è da sempre soffermato l’uomo e da cui ha

tratto delle leggi, che rappresentano metaforicamente quegli schemi di cui si fa carico Elea, nel suo

viaggio alla ricerca della propria identità attraverso domande di senso sul proprio futuro e sulla vita. 



Il tutto viene accompagnato inizialmente con suoni psichedelici e di synth che, nella prima traccia “Sogno/Senso”, suggeriscono la dimensione onirica che dà origine alla giornata di Elea, e di conseguenza a questo complesso lavoro, targato Vemm, in cui la musica traccia una linea coerente tra narrazione e metalinguaggio: la musica che parla dialogicamente della musica stessa e della sua funzione, seppur soggettiva, nel mondo. 

Il tempo passa e l’ascolto si fa carico di numerosi stili e generi musicali apparentemente contrapposti tra loro, tra cui sonorità jazz, djent, ritmiche di bossa nova articolate a flauti che rimandano, ad esempio, al sound tipico dei Jethro Tull.  Tutto ciò è misto a una vasta moltitudine di voci e di strumenti che evolvono e rendono la musica in divenire, senza ripetersi mai. Da qui deriva la solida base rock-progressive che contraddistingue i Vemm come uno dei gruppi dal forte impatto sonoro, nonché uno dei gruppi più interessanti nel panorama del progressive italiano, non solo dal punto di vista musicale ma anche concettuale della musica stessa.

Il sound, ricco e dinamico, riflette quella che è l’attuale formazione allargata, composta da Emanuele Luigi Andolfi (chitarra), Flaminia Lobianco (voce), Valerio Garvaglia (voce), Davide Savarese (batteria), Edoardo Cicchinelli (basso), Daniele Greco (chitarra), Giacomo Tagliaventi (tastiere), Costantino Stamatopoulos (sassofono) e Giuseppe Panico (tromba), insieme a Corrado Filipputi (chitarra), Adriano Meliffi (voce), Andrea Ceccarelli (piano), Daniele Ventura (flauto), Pietro Gioia (tromba) e Shanti Colucci (batteria). 

Ritmiche che si alternano nel dinamismo temporale della musica, intesa più come forma d’arte che come un prodotto culturale (dunque destinato al mercato), rendono il sound apparentemente orientato verso un pubblico di nicchia, quando è invece attribuibile ad una forma-mentis musicale e artistica che si fonda sul complesso tema della Terza cultura, che permette il superamento dei dualismi attraverso un approccio trasversale, inteso come dialogo tra le diverse scienze e discipline. Per analogia, i Vemm concedono all’ascoltatore di spaziare tra i generi senza seguire necessariamente uno schema predefinito o ripetizioni, e questo rende “Compromesso” un concept album universale, e dunque alla portata di tutti, mediante un approccio trasversale e definito secondo il logos che costituisce il corpus del rock-progressive, fin dalle proprie origini. 

Ma non è tutto. Il tempo è l’ingrediente fondamentale della musica e, come riteneva Max Weber, da un punto di vista strettamente sociologico, la musica è quell’insieme di fenomeni che nel mondo Occidentale hanno preso forma e sono riassumibili sotto l’etichetta della razionalità.  Che vi siano le leggi dell’armonia, oppure delle convenzioni sociali all’interno del sistema acustico naturale, razionalizzato attraverso la trasposizione di tutte le tonalità, la musica rimane al giorno d’oggi uno strumento di comunicazione straordinario per raccontare storie e per metterci in relazione con noi stessi e con l’universo delle nostre emozioni. La musica, in quanto suono, è materia. Pertanto, essa appartiene alla natura che viene ripetutamente studiata nelle sue leggi fisiche. Quando l’armonia, per così dire, tra noi e il mondo che ci circonda viene meno, allora forse nasce il bisogno di fermarsi per un istante a pensare, magari accompagnati anche dalla musica che è in grado di emozionarci. Allo stesso tempo, non sarebbe male agire nel momento opportuno, senza alienarci nei dualismi tra passato e futuro, tra sogno e realtà, ma concedendoci quel compromesso per vivere attivamente il presente. 

I Vemm, in questo nuovo lavoro, mettono a frutto non solo l’esperienza e la passione musicale che li accomuna, ma consentono all’ascoltatore di soffermarsi sul viaggio che la cultura ha intrapreso nel corso del tempo, e di come la musica possa essere lo strumento di comunicazione per eccellenza, tra l’uomo e l’universo stesso. 

 Erminio Tota

 

domenica 22 novembre 2020

Radio Mir - Intervista a Emiliano Manzillo, presidente della Dante di Anversa

A giugno del 2020, nel pieno della pandemia di Covid-19 ha visto la luce il progetto di Radio MIR, l'ultimo progetto comunicativo della Filef Nuova Emigrazione Belgio asbl.  Nata da pochi mesi, ma puo' già vantare una rete di corrispondenti che spazia dal Belgio all'Ungheria, dall'Australia alla Gran Bretagna, dal Lussemburgo alla Francia e all'America Latina. La creazione del progetto di una radio web comunitaria come Radio Mir, ha come scopo la creazione di uno strumento di comunicazione a disposizione delle comunità italiane emigrate all'estero, per 

  • favorire lo scambio di informazioni, attività e notizie all'interno delle nostre comunità e tra gli emigrati e l'Italia.
  • Per raccontare il mondo delle associazioni degli italiani nel mondo, incluso quelle di ispirazione regionale, ma anche per dare voce alla nuova emigrazione italiana, raccontando in presa diretta le loro storie e le loro necessità.
  • Approfondire i fatti che avvengono all'estero, spesso riportate in maniera distorta dai media mainstream, dunque uno strumento per capire in modo semplice ma non semplicistico, le complessità di cosa sta accadendo nel mondo
  • Per favorire la conoscenza delle realtà degli emigrati all'estero e le istituzioni italiane ad ogni livello.
  • Sviluppare la conoscenza della cultura italiana all'estero per tutti gli italofoni.
  • Per favorire lo scambio d’informazioni all'interno della rete dell'associazionismo italiano nel mondo, facendo conoscere le buone pratiche al di fuori dei confini territoriali dove vengono create, le problematiche che le associazioni vivono nei vari paesi e facendo da sprono ad una riflessione collettiva continua sui fenomeni migratori e le ragioni per cui si innescano.


E' possibile seguire le trasmissioni di Radio Mir dal sito www.radiomir.space e dalle principali piattaforme di podcast come www.spreaker.com o Spotify.
Se vuoi collaborare con Radio Mir, anche saltuariamente, manda loro un messaggio via e-mail a redazionemir@gmail.com o su uno dei diversi canali di comunicazione che troverete sul loro sito.

Nel frattempo, La Dante di Anversa ha avuto già un contatto diretto con Radio Mir, perché Pietro Lunetto, uno dei giornalisti della web radio, ha intervistato il presidente della Dante di Anversa, Emiliano Biagio Manzillo, per illustrare agli ascoltatori le attività della nostra associazione ad Anversa. Vuoi ascoltare cosa si è detto?
Ecco qui il link all'intervista, buon ascolto!

https://www.spreaker.com/episode/42059182


Il maestro di Beethoven

Siamo purtroppo in un periodo in cui tutte le notizie sono monopolizzate dal COVID, che ha dirottato tutta la nostra attenzione verso argomenti spiacevoli. Peccato, perché il 2020 segna un anniversario importantissimo per tutti i musicisti ed appassionati della musica: il 250º anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven. Figura titanica ed immensa, non ha bisogno di presentazioni: svolse la parte più importante della sua carriera a Vienna, dopo essersi trasferito dalla natia Renania. Nato a Bonn nel 1770, la sua giovinezza è ancora in parte oscura. Ebbe sicuramente origini “belghe” (vi invito a leggere qualche informazione in più in questo articolo http://www.giacomoditollo.it/11-giugno-2017-visita-al-castello-betho-sulle-tracce-beethoven/  e in quest’altro http://www.giacomoditollo.it/04-giugno-2017-visita-ai-luoghi-beethoveniani-belgio/), e la famiglia fu attiva a Mechelen (http://www.giacomoditollo.it/6-settembre-2017-visita-mechelen-sulle-tracce-beethoven/).


Insomma, un personaggio davvero “Europeo”, la cui statura è diventata universale. Ed europei furono anche le personalità di cui si circondò, prima a Bonn, poi a Vienna. E’ da poco uscito un interessante volume dal titolo Andrea Luchesi, il Kapellmeister di Ludwig van Beethoven: Edizione Critica dell’opera musicale, scritto da Ernesto Sparago e Agostino Taboga per “Youcanprint”, che getta luce sul probabile (o su uno dei probabili) maestro(/i) di Beethoven: l’italiano Andrea Luchesi.

Nella Bonn del XVIII secolo si aggirava un interessante musicista italiano: Andrea Luca Luchesi. Successore di Beethoven (nonno) come maestro di cappella, ne migliorò la reputazione, portandola ad essere la terza cappella per importanza in Germania. Ebbe come assistente Neefe, accreditato come primo insegnante di Beethoven, e corresse le prime composizioni di Beethoven (nipote), prima di organizzarne l’esecuzione.
Ammiratissimo dai contemporanei influenti e appassionati, fu compositore prolifico. Purtroppo, la musica superstite di Luchesi è per la più parte riferibile al periodo precedente al suo soggiorno a Bonn, del quale sopravvivono oggi una decina di composizioni. Questa dispersione ha privato gli studiosi di un materiale importantissimo per poter comprendere le possibili influenze che la musica di Luchesi ebbe sulla formazione di Ludwig van Beethoven. Restano le impressioni di Neefe che lo descrive come un eccellente organista, un musicista “generalmente conosciuto” e “un compositore gentile, gradevole e vivace, e più puro nella composizione di molto suoi compatrioti” (“Magazin der Musik” di Cramer 1782). Benjamin de Laborde lo descrive come “un eccellente organista le cui sinfonie sono ricercate dai nobili di Germania” (Essai sue la Musique Ancienne et Moderne 1780). Lo stesso Mozart suonò i concerti di Luchesi, ed Haydn ebbe il privilegio di incontrarlo, allorquando, in viaggio per l’Inghilterra, sostò a Bonn nel Natale del 1790.


Insomma, uno dei tanti personaggi che hanno contribuito a creare una identità europea, conciliandone diverse anime e preparando la strada al più grande rappresentante della musica europea. Ne riparleremo. Intanto, ascoltiamoci un brano di Luchesi: la Sonata in sol maggiore per pianoforte e violino, tratta da “Sei sonate per il cembalo con accompagnamento di violino”: al pianoforte Ernesto Sparago (autore del libro sovra citato), al violino Ciro Formisano, ripresi in diretta il 26.10.2020 presso il Castello Ettore Fieramosca a Mignano Monte Lungo.

Giacomo Di Tollo




giovedì 12 novembre 2020

Maranello ad Anversa??

Cari soci, ricordate l'intervento del nostro caro socio Geert Gulickx e il suo tentativo di costruire un prototipo di MATTA (fuoristrada prodotto per un periodo dall'Alfa Romeo)? In occasione della rassegna DArTE ne abbiamo parlato, ricordate?

Ebbene, condividiamo la riuscita dell'esperimento perché la "Matta" cammina, anzi...corre! Chiedetelo ai nipotini di Geert e Anita...