giovedì 10 marzo 2022

Beata Beatrix

‘Beata Beatrix’ (1863-70) di Dante Gabriel Rossetti, uno dei fondatori della confraternita dei Preraffaeliti e un grande amante della poesia di Dante Alighieri, è un capolavoro. Il dipinto mi ha affascinata fin dal primo momento che l’ho visto e è stato l’inizio di una passione per le opere d’arte dei Preraffaelliti.


Rossetti ha rappresentato Beatrice Portinari, il grande amore di Dante Alighieri, seduta su un balcone, con capelli lunghi rossi, gli occhi chiusi e le mani aperte in cui un piccione rosso, il messaggero di morte, pone un papavero bianco. Sembra che Beatrice abbia una visione celeste o sia in uno stato di estasi mistica.
Guardando i dettagli del dipinto, vediamo sullo sfondo le figure di Dante e l’Amore che ha un cuore in fiamme in mano, il ponte Vecchio a Firenze e una meridiana che indica l’ora della morte di Beatrice. Elizabeth (o Lizzie) Siddal, moglie di Rossetti e sua grande musa, morta in giovane età  per un overdose di laudano, fece da modella.




Rossetti immaginò in ‘Beata Beatrix’ due donne : Beatrice Portinari, rinomata per la sua bellezza e l’amore per tutta la vita di Dante Alighieri e Elizabeth Siddal, sua amante,  entrambi essendo state colpite dalla stessa sorte: la morte prematura. Nella sua corrispondenza Rossetti ha notato che non aveva intenzione di rappresentare la morte, ma che voleva creare una situazione di una persona incantata che viene improvvisamente trasferita dalla vita al cielo. Il dipinto è considerato una pietra miliare del simbolismo e allude all’amore e all’idealizzazione della donna amata.


Senza dubbio, ‘Beata Beatrix’ è la mia opera d’arte preferita di Rossetti sia in termini di tema che di forma. Utilizzando colori tenui e diffusi, è riuscito a creare un’atmosfera di sensualità, malinconia e spiritualità. Nonostante abbia visto il dipinto in diverse occasioni, mi intriga e mi tocca ogni volta.

Sabine Stuer
Socia della Dante di Anversa

martedì 22 febbraio 2022

Intervista al prof. M. Zaccarello - Accesso alle fonti, copyright e digi...


Intervista al prof. Michelangelo Zaccarello sulle problematiche legate alla digitalizzazione dei classici della letteratura italiana. Contenuto speciale della Dante di Liegi.

Teaser - Dante nel XXI secolo. Tra divulgazione e attualizzazione - Teaser

Dante nel XXI secolo. Incontro con Michelangelo Zaccarello


Il terzo episodio della serie di approfondimenti Dante nel XXI secolo, tra divulgazione e attualizzazione, vede la partecipazione del professor Michelangelo Zaccarello, ordinario di filologia della letteratura italiana presso l’Università di Pisa, specialista di testualità digitale e coordinatore del progetto Hypermedia Dante Network, intervistato nella prestigiosa Università di Liegi da Alessandro Greco, dottorando in italianistica presso le università di Liegi e di Gent. L’incontro si focalizza sulla natura dello studio filologico nell’era digitale, passando in rivista diversi spunti d'interesse, come i pro e i contro della digitalizzazione dei testi antichi e soprattutto, cosa significhi oggi studiare i classici, e la letteratura in generale, in un'epoca in cui si vive una transizione verso sensibilità e fruizioni diverse. A cura di Paola Moreno ed Emiliano Manzillo delle Società Dante Alighieri di Liegi e di Anversa, in collaborazione con la cattedra d’italianistica coordinata dalla prof.ssa Moreno dell’Università di Liegi, con musica eseguite dal maestro Graziano Moretto, girato e montato da Erminio Tota, l'episodio è stato prodotto grazie al sostegno dell'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, diretto dal prof. Paolo Sabbatini.